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Iron giant

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Cap.8 Lungo i binari abbandonati

 

La nebbiolina invadeva tutta la campagna circostante, dando vita ad un effetto pallido grigiastro.

Rogers camminava lungo i binari abbandonati del treno, con le braccia aperte.

“Non ti avevo minimamente riconosciuto” ammise Megatron, camminandogli dietro. Il vento freddo gli scompigliava i capelli grigi.

Le lunghe ombre scure, proiettate dai rami illuminati dalla pallida luce che filtrava attraverso la nebbia, si allungavano sul terreno coperto di humus e foglie.

Steven alzò lo sguardo, rispondendogli: “Sono il primo che non si riconosce”.

Megatron fece un sorriso storto.

“Ora assomigli parecchio a Superman. Sei riuscito a diventarlo” sussurrò.

Steven si grattò la guancia.

“Non mi avevi detto che eri un cavaliere! Insomma, Lancillotto, non uno qualunque”.

Megatron bisbigliò: “Il traditore di Re Artù”.

Steve lo raggiunse e gli prese la mano nella propria, guardandolo rabbrividire.

< Il giorno in cui m’impedì di morire eravamo vicini a una ferroviaria come questa. Un treno mi aveva anche colpito in pieno.

A stargli accanto è sempre la stessa storia. Ritrovo un lato di me che avevo perso.

Non voglio più essere una semplice arma > pensò.

“Tu volevi solo salvare la tua gente. Hai sbagliato, ma… Non eri in te! Ora Stark ti aiuterà a stabilizzare la tua anima.

Questa volta non ho nessuna intenzione di lasciarti solo ad affrontare tutto quello che nascondi, i tuoi dolori e i tuoi segreti” promise Rogers.

Megatron gli ticchettò con l’indice dell’altra mano sulla fronte.

“Avrei dovuto immaginare che saresti stato il simbolo dell’alleanza tra la mia razza e la tua. Sei e resterai sempre un moccioso insopportabile, come Optimus”.

Steve socchiuse gli occhi, lasciandogli andare la mano.

“Tu sei potentissimo, eppure tutti dicono che quel ragazzino è più forte di te. Non credi esagerino?” domandò.

< Merlino si è dimostrato potente come immaginavamo, visto che la sua erede è Wanda. Però Artù sembra davvero meno leggendario rispetto a come le storie lo dipingono > pensò.

“Una volta ha decapitato sei demoni meccanici con un solo colpo di spada, senza fare alcuna fatica.

Non è semplicemente più potente di me, è semplicemente invincibile. La sua anima è pura. Niente può contaminarlo.

Quando hanno cercato di possederlo riprogrammandolo interamente

Rogers sgranò gli occhi.

“Per non essergli fedele, parli davvero bene di lui” sussurrò.

Megatron gli diede le spalle.

“Umphf” borbottò.

< In fondo è un po’ come se fossero Thor e Loki, solo che quello il maggiore grande e grosso è dalla parte cattiva, e quello piccoletto e potente è dalla parte dei buoni.

Se abbiamo fatto far pace a quei due possiamo anche aiutare questi due! > si ripromise Steve.

Megatron attivò uno scanner nel suo occhio e l’osservò con sguardo intenso.

“Senti, tra te e quell’umano, quello Stark… C’è lo stesso rapporto che c’è tra Optimus e B?” domandò.

Rogers inarcò un sopracciglio.

“Nel senso che siamo compagni di squadra?” domandò, rabbrividendo.

Megatron ghignò.

“Intendevo qualcosa di più intimo… ed io me ne intendo” sussurrò.

Steven avvampò, allontanandosi di un paio di passi.

Gli ricordò: “Dovrebbero essere qui tra poco. Così puoi finalmente dire a Stark cosa vuoi per mettere fine alla guerra”.

Megatron scoppiò a ridere.

< Ho azzeccato! > pensò.