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Il coraggio

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Il coraggio



Astoria sgranò gli occhi e le iridi le divennero bianche. Lasciò cadere il vassoio d’argento, precipitò a terra con un tonfo metallico e le tazze s’infransero cadendo a terra. Le zollette di zucchero finirono sul tè che si spargeva sul pavimento e divennero marroncine impregnandosi del liquido. I cocci della teiera sbreccata si erano disseminati sul tappeto scurito dalla macchina. Indietreggiò deglutendo e fu scossa da una serie di brividi. Draco si mise davanti all’amante e allungò il braccio nascondendo una porzione del viso di Luna. Sentiva il battito cardiaco aumentare e gli occhi bruciare.
-Non volevo succedesse, per non vedere la delusione nel viso di mio padre. Il mio unico desiderio è rendere orgoglioso l’uomo che mi ha sempre protetto, nonostante i suoi sbagli- pensò. Le iridi azzurre gli si tinsero di riflessi argentei.
“Perché lei? Perché Lunatica?!” domandò la moglie alzando la voce. Malfoy alzò il capo e assottigliò gli occhi, sentiva il respiro affannoso di Luna dietro di lui.
“Perché Luna? Forse perché io ho paura e lei mi dà coraggio. Solo con lei posso essere me stesso” rispose alzando la voce.
“E’ pazza!” strillò la Malfoy. Luna accarezzò il braccio di Draco.
“Solo perché non vedevi i Thestral ed io sì non voleva dire che io fossi pazza, ma solo che voi siete degli sciocchi a credere solo a ciò che vedete” ribatté Lovegood. Astoria boccheggiò.