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Si può fare in gravidanza?

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Non ci vuole niente, ai due coniugi accalorati, per staccarsi e per spostarsi dentro la vasca capiente del bagno, senza mai interrompere il contatto visivo fra loro.
Takumi aiuta Misaki a sfilarsi in tempo record la t-shirt bagnata di sudore dalla testa, coi capelli scuri adorabilmente disordinati, per poi riprendere esattamente da dove si sono interrotti, con lei che si piega in avanti e gli offre nuovamente il posteriore.
Di solito, a Misaki quella posizione non garba molto, ma sembra che al contrario fomenti particolarmente il suo uomo, quindi lo accontenta, purché si sbrighi a concludere, dato che i suoi muscoli risentono ancora delle precedenti spinte.
Malgrado ciò, marito e moglie riescono a fare l’amore appassionatamente, toccandosi ovunque, soprattutto nei punti sensibili e profondi.
Dentro il bagno, i loro gemiti rimbombano.

"Takumi... sono tua! Ti amo!".

Quando Takumi sente di essere ormai al limite, cambia un’ultima volta posizione e le concede di riposare la schiena all’interno della vasca rettangolare da bagno, allacciando i loro corpi fradici e accalorati, chiedendole un ultimo sforzo.
Così, mentre i bacini ondeggiano velocemente e in sincrono, mentre entrambi raggiungono l’orgasmo liberatorio, sentendosi inondata dal piacere e traboccante del seme che la feconderà, Misaki urla il nome del suo amore, del suo compagno per la vita, del padre dei futuri figli che avranno.
«Lascerò che ti lavi per prima. Ti ho fatto godere abbastanza per oggi», conclude lui in tono rassicurante, baciandola un’ultima volta sulla fronte sudata, uscendo da lei e dal bagno, dandole tutto il tempo per riprendersi.

"Misa-chan... sono tuo! Ti amo!".

È evidente che la sottovaluta. Cascata dalle nuvole, Misaki si aggrappa ai bordi della vasca, facendo leva con le braccia, perfettamente in grado di mettersi seduta. Potrebbe pure pestarlo a sangue, se soltanto volesse.
«Ormai ho perso il conto di tutte le volte in cui si è preoccupato per me. So leggervi tutto l’amore, tutta la devozione che cela. Non siamo maturi abbastanza per smettere di stuzzicarci, ma lo saremo se continueremo a sperimentare la vita insieme...» pensa, il capo reclinato all’indietro, lo sguardo perso e una lacrima di commozione che le scivola lungo la guancia. Versa in uno stato pietoso, ma non si è mai sentita più bella, più speciale, più desiderata di così. Non ha perso nulla, la bella Misaki Ayuzawa, ci ha solo guadagnato: l’amore che li lega indissolubilmente, che li accompagnerà sempre.

*

Sono passati all’incirca tre mesi.
Lui siede comodamente sul divano a tre posti, in maniera composta, le gambe accavallate e fasciate da pantaloni scuri, la camicia bianca coi primi due bottoni fuori dalle asole e gli occhiali da lettura. Sta consultando un testo di medicina, quando Misaki lo raggiunge ancheggiando sensualmente e mettendosi a cavalcioni su di lui.
Takumi sospira, posa il volume sul comodino e la fissa serio.
«Tesoro... Fammi tua», sussurra lei, seducente, circondando il suo collo con le braccia.
In una situazione normale, riuscire a trattenere i propri istinti sessuali con una moglie che prende l’iniziativa, vestita con una corta camicia da notte che le lascia scoperte le cosce, una spallina abbassata e una generosa porzione di seno ben visibile, sarebbe stato praticamente impossibile, un’impresa. Tuttavia, la sua donna è entrata in una fase delicata chiamata "terzo mese di gravidanza" e non potrebbe mai affaticarla.
«Cara, ne abbiamo già discusso. Gli ormoni impazziti si manifestano spesso nel tuo caso e io non farò proprio nulla che metta a rischio il benessere della nostra creatura», argomenta irremovibile, scostando le braccia da sé con delicatezza.
«Signor Usui, si preoccupa troppo. Non sono fatta di porcellana, sono solo incinta!» esclama lei, mettendo il broncio, alzandosi in piedi e incrociando le braccia sotto al seno, offesa.
«Conosco la sua tempra, signora Usui, ma non importa. Trovi qualcosa da fare e non ci pensi», ribatte, tirandosi indietro i capelli biondi con una mano.
«Cattivo! Mi stai trattando come una delle tue pazienti!» esclama Misaki, vicina al pianto isterico.
«Che ti avevo detto, mia cara? Hai gli ormoni sballati», puntualizza, riportando gli occhi verdi sulla pagina del libro.
«Almeno potresti venire con me a rilassarti un pochino», mormora la futura mammina in tono dolce, poggiando le mani sulla pancia prominente, «e ad accarezzare il punto dove sta crescendo lui oppure lei», prova a convincerlo a fare ciò, almeno questo. A pensare solamente al suo ventre che nei prossimi mesi, le dicevano tutti, sarebbe cresciuto, diventando tondo come un pallone.

 

Takumi si lascia convincere, sfilandosi gli occhiali e sedendo a letto con lei. Il suo massaggio intorno all’ombelico con carezze caute e gentili rilassa incredibilmente Misaki, che si bea della vicinanza del premuroso compagno, amorevolmente appoggiata a lui con tutta la schiena, riscaldata da un calore familiare divenuto indispensabile.
«Spero tanto sia un maschietto...» sospira la donna, in pace.
«Per me è una bella femminuccia», mormora serafico il marito, abbassando le palpebre.
«No», nega Misaki piano.
«Sì. La tratteremo come una principessa, le doneremo tanto amore e tutta la protezione di cui avrà bisogno», continua Takumi, fantasticando sulla sua piccola.
«Gli insegneremo tante cose e potrà andare dove vuole, fare tutto ciò che desidera. Sarà bello e intelligente come il padre, ma senza trasformarsi in un alieno pervertito, perché uno mi basta e avanza», sostiene convinta lei, insistendo sul fatto che sta portando in grembo un piccolo Usui.
«Signora Usui, sto mica facendo qualcosa di male per meritare un simile appellativo da lei?» si finge offeso il futuro padre, inarcando le fini sopracciglia.
«Signor Usui, se sono in questa fase delicata, le rammento che è soprattutto colpa sua. Le nausee mattutine e le voglie improvvise sono la cosa peggiore... Non voglio pensare a quando arriveranno le contrazioni e le doglie del parto!» afferma, irrigidendosi, sentendosi già tesa al solo pensiero.
Forse farsi raccontare tutti i dettagli nei minimi particolari dalla sua amica Sakura non è stata una buona idea.
«Mi dispiace lasciare che porti questo fardello da sola. Vorrà dire che ti coccolerò e mi prenderò cura di te finché non starai meglio», le assicura Takumi, stringendola forte un poco sopra la pancia.
«Grazie, amore mio. Sei un tesoro».
Lo ringrazia, perché non potrebbe andare meglio di così.

 

«Sai, Misa-chan? Anche se non possiamo fare sesso come prima, le nostre coccole speciali non sono vietate. Non c’è problema se ti tocco con le mie mani», prosegue l’uomo, descrivendo una circonferenza invisibile con le dita sul ventre della futura mamma.
Misaki ride per la sensibilità della sua pelle, percepibile con tutto il vestito addosso.
«Bravo. Meno parole e più fatti», sospira felice.
«Posso ancora fare questo... - le sue lunghe mani scivolano giù, sulle gambe nude - e questo», dice eloquente, accompagnando le sue parole con il gesto di stringerle le tette senza preavviso e coglierla di sorpresa.
«N-non così all’improvviso!» esclama Misaki, sussultando. «Accarezzarti le spalle... le braccia... la nuca... la schiena», infierisce malizioso e seducente il suo uomo, toccando ogni parte del corpo nominata.
«E i baci, caro», ride Misaki stando al suo gioco, mentre le sue dita solleticano di nuovo la cute, spostando il viso per poggiare le proprie labbra sul collo di Takumi, annusandone l’odore maschile. «Non dimenticare...» prosegue lasciva, abbassando apposta il tono e ruotando il busto per poterlo abbracciare, «i nostri baci speciali».
«Misa...» riesce appena a nominarla, roco, prima che lei si avventi vogliosa sulle sue labbra, infilandoci la lingua e rendendo il bacio più erotico e intenso possibile. Le difese erette per evitare la sua donna preda degli ormoni impazziti crollano in un istante, Takumi la prende nuovamente a cavalcioni su di sé, godendo dello strusciarsi concitato dei loro corpi allacciati, dei gemiti istintivi e dei mugolii soffocati in un bacio ardente.

"Lo amo... lo amo tantissimo, è lui tutto il mio mondo, è costantemente nei miei pensieri, soprattutto quando non lo vedo.
Talvolta mi fa ancora arrabbiare, ma lo perdono sempre. Ti sento, Takumi! Ti voglio!".

"La amo. Tantissimo. Ogni giorno di più. Misa-chan è la fonte della mia felicità, ma se non la smette di muoversi addosso a
me... Dannazione! Non va bene, si sta indurendo. Smettila di provocarmi, Misa. Smettila".

 

Si staccano soltanto quando, caduti sul letto, si rendono conto di essere ancora vestiti. Takumi arrotola verso l’alto la camicia da notte di lei, palpando i seni sodi, finalmente denudati, torturando i capezzoli rosa con le dita, recuperando fiato.
«N-no... non strizzarli!» si lamenta con il respiro irregolare Misaki, che, posizionata di fianco e di fronte a lui, ha quasi finito di sbottonare la sua camicia maschile. Il vestito corto finisce presto sul pavimento, mentre lui si dedica ancora a toccarle impudico le mammelle, cercando di non pensare all’erezione dolorosamente stretta nei pantaloni. Lecca, succhia, mordicchia, fino a rendere turgidi i capezzoli dei due seni. Misaki sembra gradire particolarmente quelle attenzioni ardite, mentre nel contempo si tocca la vulva e anche il clitoride, si masturba da sola per venire prima. Con un capezzolo in bocca, Takumi finisce di togliersi la camicia aperta e allora Misaki urla, riversando tutti i suoi umori sul materasso.
L'uomo flette il suo busto verso l'alto.
«Misa-chan, può bastare così: adesso ti rilassi, mentre io... devo risolvere il mio problema da solo», decide, visibilmente eccitato, facendo per alzarsi dal letto, ma una mano di Misaki lo strattona dal polso, trattenendolo vicino a sé.
«Takumi, ti prego... risolvo io il tuo problema, ho trovato un modo per non stancarmi troppo!» lo informa, intrecciando saldamente le dita alle sue.
«Sarebbe?».
«Lasciami stare sopra. Fammi provare, ti prego. Se vedrai che mi costa troppa fatica o che non voglio più, ci fermeremo». Sostiene questo, lei, senza mai scostare lo sguardo dal suo.
«E poi sarei io l’alieno pervertito...» sussurra lui sottovoce, mentre la osserva intenerito ritornare alla carica e depositare un bacio sopra la fede nuziale, simbolo di amore eterno e devozione totale.
«Tesoro, l’hai detto anche tu: sono gli ormoni». Misaki ammicca: sembra che nemmeno la gravidanza possa mitigare la sua determinazione... Che mostro sarebbe, se si negasse ancora?

 

Deve ammettere che accontentare Misa-chan è stato davvero un toccasana, la posizione si rivela stimolante per entrambi. Lui ha potuto liberare il suo membro duro, teso e pulsante, prontamente risucchiato nell’intimità della sua donna, avvolto da un tepore piacevole che si riversa in tutto il suo corpo steso supino, nudo e maturo. Quanto a Misaki, stare sopra non le dispiace affatto, scopre che le viene più facile muoversi e ricercare il piacere senza subire troppa tensione. Ella chiude gli occhi e si lascia andare nell’amplesso, ondeggiando avanti e indietro, reclinando la testa mora all’indietro. I seni rimbalzano e ruotano in modo quasi ipnotico. Quando porta le mani avanti e si regge ai suoi addominali maschili, la cavalcata sensuale si fa più frenetica. Sta perdendo il controllo del proprio corpo.
«Misa-chan! Sii prudente! Per quanto mi piaccia questo tuo lato impulsivo, non esagerare», la placa Takumi, rimanendo passivo, ma godendo comunque delle sue movenze agili. Misaki gli fa quasi un dispetto pizzicandogli i piccoli capezzoli sui pettorali scolpiti.
«L’astinenza gioca brutti scherzi, caro... Non lo facevamo da quando sono iniziate le corse in bagno a rigurgitare... ricordi?» ansima sua moglie, giustificandosi. «Neanche tu ci sei andato piano... quando mi hai messa in questa situazione».
La donna si piega per cercare le sue labbra umide e racchiuderle in un bacio languido. Takumi le afferra la testa fra le mani, ma la passività tenuta fino a quel momento si smorza quando sente di dover fare la sua parte, perciò le sposta presto sui fianchi della moglie e conduce i movimenti del bacino, dapprima lentamente, poi con un ritmo sostenuto. Quello strofinamento interno fa godere entrambi, tanto che Misaki torna su, inarca la schiena, reclina la testa e sembra saltare sui suoi genitali, portandolo quasi al limite. Senza mollare la presa sulle anche, riescono a consumare l'atto. La moglie, dondolando a un ritmo veloce, raggiunge l'orgasmo per prima, il marito invece scivola fuori e viene, i suoi umori sgorgano su come una fontana, finiscono una parte sul letto, una parte sulla pelle nuda della sua compagna. Appagata, Misaki cade in avanti e si stende al suo fianco, chiudendo gli occhi lucidi, vinta dalla stanchezza.
Infine, Takumi la avvolge con la coperta e le regala un veloce e dolcissimo bacio sulla fronte, ringraziandola tacitamente per il suo amore.

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2034 parole.
Ottava settimana, Missione 4: Rating NSFW, HET.
Seconda one-shot Usui/Misaki rossa. Ovviamente post-manga. Non è collegata alla prima.