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Un tour guidato nel deserto

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«Ten-nii! Sora-nii! Dove siete? Oggi a scuola ho vinto tre biglietti per un tour guidato nel deserto: dobbiamo assolutamente sfruttarli?».
Di ritorno dalle lezioni del pomeriggio, Chuutarou Kumo era entrato a casa, si era levato le scarpe nel genkan ed era corso subito alla ricerca dei suoi fratelli maggiori, certo di trovarli a casa.
In realtà scovò soltanto Soramaru, il secondogenito, impegnato davanti al computer portatile.
«Sora-nii! Tadaima!» esclamò felice, abbracciando di slancio il ragazzo da dietro.
«Okaeri», replicò pacato l’altro, senza staccare gli occhi dai grafici sullo schermo, li stava studiando per un futuro esame.
Chuutarou gli ripeté che aveva vinto questi tre biglietti, però non ottenne una risposta affermativa come sperava.
«Io non sono affatto d’accordo, Chuutarou. Regalali ai tuoi amichetti del quartiere: loro saranno sicuramente meno indaffarati di noi».
Il dodicenne mise il broncio.
«Allora proverò a chiederlo a Ten-nii appena sarà tornato!» decise il più piccolo, lasciandolo ai suoi grafici complicati.

«Chuutarou, è fantastico! Grazie a questi tre biglietti, ho la scusa perfetta per concedermi una meritata vacanza: il lavoro d’ufficio è così stressante!» approvò entusiasta Tenka, il fratello maggiore, scompigliando affettuosamente i capelli ribelli del minore. «Un’ottima idea, davvero! In effetti, è parecchio che noi tre non ci facciamo un bel viaggetto da qualche parte…» aggiunse, in posa meditabonda.
«Aniki, non fare l’irresponsabile! Il deserto è un luogo ostile, pesante. Come pensi di divertirti e rilassarti, scusa? Non stiamo mica parlando di una zona balneare!» tentò di farlo ragionare Soramaru, mentre apparecchiava la tavola per la cena.
«Non siamo mai stati alle “Dune di Tottori”, che importa se non si trovano su una zona balneare? È sempre una vacanza da fare insieme. Sarà divertente, Soramaru, vedrai».
«Grazie, Ten-nii! Preparo subito le valigie!» esclamò Chuutarou, contento che il viaggetto si sarebbe fatto e che ci sarebbero andati tutti e tre insieme.
Soramaru sospirò: chissà perché, aveva il presentimento che non sarebbe stato così divertente come entrambi pensavano.

*

La zona desertica si trovava a Sud del Giappone, nella prefettura di Tottori, nel Chuugoku.
Si affacciava sul Mar del Giappone, perciò era nota come un vero e proprio spettacolo paesaggistico di acqua azzurra e sabbia chiara. Formate da questa, piccole montagne si estendevano per sedici chilometri, all’interno del Parco Nazionale San’in-Kai.
Nei pressi di Okayama, i tre fratelli Kumo avevano noleggiato una jeep ed erano partiti per raggiungere il deserto, precisamente in un punto indicato da una mappa, nel quale avrebbero trovato una guida turistica ad attenderli e a iniziare il tour gratuito vinto da Chuutarou. Il dodicenne chiedeva di bere dalla borraccia ogni cinque minuti, se non si moderava avrebbero terminato presto l’acqua, commentò un indecifrabile Soramaru, in fondo infastidito per aver dovuto interrompere i suoi studi, per andare incontro alla follia dei suoi due fratelli.
Come se non bastasse Chuutarou, Tenka conduceva il viaggio, ma sbagliò direzione per ben tre volte. Se non ci fosse stato un ancor più contrariato Soramaru a fregargli la mappa dalle mani e a decifrarla per lui, avrebbero fatto notte fonda per colpa del suo scarso senso dell’orientamento.
Il secondogenito non si arrabbiava soltanto perché non ne valeva la pena discutere con loro.
Tuttavia, le seccature non erano ancora finite.
A un certo punto, il motore della jeep si stutò.
«Soramaru, il carburante era contato, l’abbiamo terminato», constatò Tenka, sudando freddo.
«Ma bene, aniki, bravo! Proprio quando manca circa un chilometro per raggiungere l’ingresso del Parco Nazionale, che fortuna», commentò sarcastico Soramaru, assottigliando minacciosamente gli occhi e invocando una pazienza sconfinata a un kami benevolo.
«Sora-nii, non arrabbiarti! Possiamo proseguire a piedi e goderci il panorama, no?» affermò Chuutarou, sorridendo spensierato.
«Vi ricordo che siamo in estate: con questo caldo micidiale e con la borraccia quasi svuotata, arriveremo sudati, affaticati e assetati dalla guida turistica, che poi pretenderà che la seguiamo per il tour».
Se queste erano le allettanti premesse, aveva ragione a credere che avrebbero fatto mille volte meglio a rinunciare al viaggio, oppure a regalare i biglietti, piuttosto che partire.

*

«La giornata è incominciata male?» si documentò perplessa la signorina Funohara, la giuda turistica con gli occhiali tondi, con i capelli neri a caschetto tipico dei giapponesi e con la divisa estiva riservata ai membri dello staff del Parco Nazionale.
«Non immagina quanto», borbottò Soramaru, l’unico composto, mentre quegli esagitati del fratello maggiore e del minore si trascinavano a fatica, ridotti come pezze.
Riguardo a cosa fosse realmente successo nel tragitto lungo un chilometro, a spasso nel deserto, Soramaru preferì astenersi dal rilasciare ulteriori informazioni in merito.

Comunque, Tenka e Chuutarou Kumo si entusiasmarono pochi minuti dopo, dinnanzi alla prospettiva figa di salire in groppa a tre cammelli esotici. Erano scomodi, certo, ma almeno i tre fratelli dai capelli neri sarebbero stati seduti, a godersi lo splendido e soleggiato panorama del deserto giapponese, muniti di cappelli, ventagli e bottigliette d’acqua gentilmente concessi dalla signorina Funohara.

 

°°
806 parole.
Sort of Modern!AU. Breve sclero anche qui XD
Settima settimana, Missione 2, Prompt “Deserto”.