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Bites [ITA]

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E' stata una pessima idea.

No, non è esatto - è stata una serie di pessime idee, si corregge Rachel, una più pessima dell'altra. Dall'essere tornata a casa dal college per il quinto fine settimana di seguito solo perché lo sai quanto è difficile per tua madre non poterti vedere ogni giorno, devi capirla, all'aver accettato di partecipare all'ennesima stupida festa solo perchè lo sai quanto ci tiene tuo padre a mantenere i rapporti con i suoi colleghi, puoi fare almeno uno sforzo?, all'aver bevuto un bicchiere - o forse due - di champagne in più di quanto avrebbe fatto di solito solo per dimostrare a se stessa di essere perfettamente in grado di fare qualcosa senza dover accontentare qualcuno, grazie tante.

Per questo, probabilmente, è riuscita a fingersi calma e a rispondere in modo più o meno sensato quando Jessica Pearson le ha rivolto la parola.

Suo padre lo chiamerebbe familiarizzare con il nemico, ma è colpa di suo padre, del resto, se ne ha avuto l'occasione. E' suo padre che non ha fatto che parlare di lei, negli ultimi mesi, senza riuscire a nascondere quanto ne sia rimasto impressionato - e solo dio e sua figlia sanno se Robert Zane sia difficile da impressionare.

Non che sia l'unico, certo. Il nome di Jessica è sulla bocca di tutti, dopo quello che lei e Daniel Hardman sono riusciti ad ottenere, ma questo a Rachel non importa poi così tanto.

Quello che le importa, invece - quello che le ha chiesto, pregando di non sembrare troppo stupida, è come. Come si fa ad arrivare così in alto senza aver paura di precipitare, come si fa a sopravvivere a quel lavoro così incredibile e così esigente allo stesso tempo, come si fa a farsi prendere sul serio quando gli uomini ti guardano invece di ascoltarti, come si fa ad essere così bella - okay, questo non l'ha chiesto davvero, o almeno è quasi sicura di non averlo fatto, ma avrebbe voluto.

E Jessica - Jessica ha risposto alle sue domande una per una, anche a quelle che non sapeva ancora di avere, dando voce ai suoi dubbi e ai suoi timori in modo così preciso da lasciarla senza parole, come nemmeno suo padre era mai riuscito a fare. E poi l'ha ascoltata, senza mai interromperla o farla sentire ridicola. E l'ha fatta ridere, raccontandole ogni genere di storie imbarazzanti sugli invitati.

Per questo - e per via di un altro bicchiere di champagne, forse - è stato così naturale sederle più vicina, e smettere di fingere di non essere incantata dalla sua voce, e dal suo sorriso, e dal modo in cui per una volta i capelli le ricadono naturali, ricci e meravigliosi sulle spalle seminude, sfiorando la stoffa leggera e coloratissima del suo abito. Ed è stato così naturale smettere di parlare, e non risponderle quando le ha chiesto, curiosa, se qualcosa non andava. Ed è stato così naturale baciarla.

Ed è stata anche una pessima, pessima idea.

"Mi dispiace" pigola, rendendosi lentamente conto di quello che ha fatto "così tanto." Volta la testa, guardandosi freneticamente intorno - l'angolo in cui si trovano è deserto e i rumori della festa non sono che un sottofondo ovattato, nessuno può averle viste, ma non è ancora abbastanza per scacciare del tutto il panico.

Jessica, inaspettatamente, scoppia in una risata cristallina - che la rende, se possibile, ancora più bella. "Non importa" la tranquillizza, prendendole una mano tra le sue per impedirle di agitarsi di più. "Forse neanche te lo ricorderai, domani" suggerisce, divertita.

"Giusto" annuisce Rachel, frastornata dal bacio, e dal panico, e dalle loro dita intrecciate. "Ma tu - lei" realizza con orrore, un attimo più tardi "lei se lo ricorderà."

Jessica lascia andare la sua mano e solleva la propria per ravviarle una ciocca di capelli dietro l'orecchio. "Allora ti propongo un accordo" dice, la voce improvvisamente più bassa e soffice, e Rachel non è sicura se stia scherzando o meno - non crede che riuscirà a essere sicura di nulla, fino a quando saranno così vicine. La lentezza con cui si muovono le sue dita, il modo in cui indugiano nell'accarezzarle la guancia, senza toccarla davvero ma senza ritrarsi, le fanno correre un brivido lungo la schiena. "Fingerò di non ricordarmelo, quando verrai a chiedermi di lavorare per me."

Ci vuole qualche secondo prima che quelle parole acquistino un senso, prima che il loro significato si faccia strada nella mente di Rachel, ma quando succede è come se improvvisamente anche tutto il resto - le sue domande, i suoi dubbi, il suo intero futuro - acquistasse un senso nuovo.

"Io" prova ad obiettare, mentre cerca di ricordarsi come respirare in modo normale "io non ho mai detto che lo farò."

Jessica sorride appena e traccia con il pollice la forma delle sue labbra, attirandole di nuovo verso le proprie, e Rachel non può che chiudere gli occhi e lasciarsi andare con un sospiro. E' un bacio diverso da tutti quelli che ha ricevuto finora - non c'è imbarazzo ma una calma squisita che la lascia senza fiato, non c'è aggressività ma la sicurezza di chi sa di non averne bisogno. E' una promessa e una rivelazione. E' il suo primo bacio da adulta.

"Lo farai" le sussurra.