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C'era una volta una famiglia molto povera formata da una mamma, un papà e i loro due figli gemelli, un bambino e una bambina, che si chiamavano Hansel e Gretel.

Riuscire a sfamare tutti era difficile, e in verità i ragazzini non rendevano le cose facili ai genitori. Gretel aveva in fretta sviluppato una strana passione e un'abilità sorprendente nel rubare piccoli oggetti di qualsiasi natura dai negozi e dalle bancarelle, e perfino dalle case degli altri abitanti del villaggio: i paesani avevano iniziato a detestarla, scaltra e furtiva com'era, e aiutavano sempre più malvolentieri quella famiglia “di criminali” a tirare avanti. Sì, perché anche Hansel non era certo un angioletto: gli piaceva tormentare gli animali altrui, pungolarli, prendere in giro gli altri bambini e azzuffarsi nel fango.

Il limite fu raggiunto quando Gretel riuscì ad appropriarsi di un coltello affilato che poi Hansel usò per uccidere il grasso maiale di una fattoria: l'intera cittadina, infuriata, chiese che i bambini venissero cacciati e non tornassero mai più. I genitori, per quanto con il cuore pesante, dopo qualche discussione non poterono che decidere che quella fosse la cosa purtroppo necessaria da fare: amavano i loro figli, ma non potevano più permettersi i danni che loro stessi creavano. E così pensarono di condurli lontano lontano nel bosco, lasciando loro un po' di cibo e d'acqua e sperando che riuscissero a sopravvivere ma senza ritrovare la strada per il villaggio.

I due fratelli avevano origliato tutto, naturalmente; e quando il padre li prese per mano e li condusse nella foresta, Gretel cominciò a sbriciolare la piccola pagnotta di pane che teneva nel grembiulino, lasciando cadere pezzi di mollica mano a mano che si inoltravano sempre di più tra i grandi alberi fitti e tutti uguali. Quando il padre disse loro di aspettarlo qualche minuto in una radura e si dileguò, Hansel e Gretel si lanciarono un'occhiata d'intesa: avrebbero aspettato un'ora, forse due, e poi sarebbero tornati a casa.

Quando tentarono di seguire la scia di briciole di pane, però, scoprirono che gli animali della foresta le avevano già fatte scomparire tutte; amareggiati, ma tutt'altro che vicini a lasciarsi prendere dallo sconforto, i due bambini iniziarono a vagare per il bosco tenendosi per mano. Non sapevano nemmeno se volessero tornare al villaggio, o trovare un nuovo luogo in cui vivere; ma di certo non potevano restare lì in eterno.

Sul calare della sera del terzo giorno di quel loro vagabondare, videro in lontananza una piccola casetta immersa nella vegetazione. Avvicinandosi, si resero conto che le pareti, la porta, il tetto, tutto era fatto di dolciumi e marzapane: le loro provviste erano ormai finite, e anche da un po', e dunque non esitarono ad allungare le mani e a riempirsi la bocca di quei gustosi zuccherini, boccone dopo boccone. Quando Hansel iniziò a leccare una finestra di caramella, però, dalla porta uscì una fanciulla vestita di rosso, dai capelli neri come pece e dagli occhi brucianti come fuoco: sembrava bella e giovane, ma dalla sua espressione cattiva i due bambini capirono subito che si trattava di una strega.

Provarono a fuggire, ma lei li catturò con un incantesimo e li costrinse a entrare nella casetta di marzapane, gettandoli ciascuno in due gabbie diverse. Promise loro che il giorno dopo li avrebbe mangiati, per punirli dell'affronto che le avevano fatto, e poi se ne andò a dormire.

I due fratelli, però, non avevano alcuna intenzione di farsi mangiare così. Gretel si tolse una forcina dal caschetto di capelli verdi e iniziò ad armeggiare con il lucchetto che chiudeva la sua gabbia: dopo forse venti minuti quello scattò e la piccola poté uscire. Recuperò le chiavi in un batter d'occhio – era stata molto attenta a dove la strega le avesse messe – e andò a liberare Hansel; lei avrebbe voluto scappare subito, ma il bambino trovò una piccola ascia appoggiata di fronte al focolare e le disse che si meritavano la loro vendetta. Così sgattaiolò fino alla camera da letto della strega e sollevò l'ascia in alto in alto; ma non riuscì a essere abbastanza silenzioso, e lei si svegliò.

Entrambi i ragazzini pensarono che quella fosse la fine. Tuttavia, la strega rimase stupita dalla facilità con cui erano riusciti a liberarsi e quasi a ucciderla: dopo qualche momento di riflessione, propose loro di diventare i suoi aiutanti. Avrebbero dovuto procurarle gli ingredienti per i malefici, attirare i viandanti che ignari attraversavano il bosco, occuparsi della casa e tutto il resto, in cambio di un posto dove stare e di cibo in abbondanza.

Ad Hansel e Gretel bastò scambiarsi un'occhiata per capire che un simile patto era tutto ciò di cui avevano bisogno: accettarono. Da allora si fecero chiamare Mercury ed Emerald, vissero per sempre con la bella strega di nome Cinder e divennero il terrore dei viaggiatori di quella contrada.