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La Verità sull'AntiCristo

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Le lacrime sul volto di Shannen non la smettevano di scendere: lui non faceva nemmeno lo sforzo di provare ad asciugarle. Si ritrovava la vista offuscata Shannen, mentre la magia che si sprigionò dopo che il Veggente era stato colpito, lo fece sbalzare indietro, come tutti del resto in quella stanza. Il lago di sangue che faceva da cornice al corpo esanime di Celes, continuava ad ampliarsi, man mano che la ferita del ragazzo continuava a perderne.
L’urlo straziante di Langley fu un ulteriore colpo basso per Shannen, che avrebbe tanto voluto raggiungere anche lui il suo amato, ma il corpo aveva deciso che non era il momento. Osservava ed ascoltava tutto ciò che l’altro suo amore faceva o diceva, senza davvero riuscire a immagazzinare tutto. Perso nei propri indugi e nei sensi di colpa, Shannen cercò di farsi forza per alzarsi e raggiungere a sua volta Celes, ma un’improvvisa e dolorosa fitta al cuore glielo impedì. Era così quindi che ci si sentiva dopo un atto simile? Invasi dai sensi di colpa, dalla paura di non rivederlo più riaprire gli occhi? Aveva avuto davvero senso fare tutto quello?
Se Celes sarebbe rimasto in vita, tutto sarebbe di certo stato migliore: avrebbe potuto dormire senza problemi causati da quella voce che ben presto avrebbero scoperto tutti a chi appartenesse, quindi non avrebbe avuto più incubi di ogni tipo e sarebbe stato decisamente più sereno.
Appena quella fitta di dolore passò, si alzò e raggiunse anche lui il suo amato, cercando di asciugare le lacrime con la manica della maglia che indossava. Si sentiva a dir poco patetico perché non aveva esitato troppo a colpirlo, ma ora si rendeva conto che quella forse era stata la cosa più idiota da fare. Se Celes fosse irrecuperabile, come sarebbe potuto andare avanti? Si sarebbe auto esiliato per sempre?
Sospirò pesantemente mentre prendeva una mano fredda del Veggente. I dubbi sull'aver fatto la cosa più giusta lo tormentavano, mentre la ferita che poteva chiaramente vedere sul petto di Celes non sembrava dargli molte speranze che il ragazzo si sarebbe ripreso o sarebbe rimasto in vita, senza l'intervento di qualcuno.
Sussurrò parole che servivano per redenzione in quel momento, il tono di voce era così basso che nemmeno Langley, che era dall'altra parte del corpo dell'amato, riuscì a capire cosa stesse dicendo. Erano parole dolci le sue, con cui chiedeva a Celes di perdonarlo se mai fosse sopravvissuto e con la coda dell'occhio notò il cambio di espressione sul volto di Langley. Quelle ultime parole doveva averle dette a voce un po' più alta, infatti l'altro aveva uno sguardo sorpreso e sembrava sul punto di voler dire qualcosa, ma non lo fece.
Era davvero inutile dire quanto in quel momento si sentiva uno straccio nel vedere come era messo il corpo del fidanzato, che nemmeno ricambiava la stretta della sua mano e il cui respiro era fievolissimo, non era ancora morto e quella era una, seppur piccolissima, soddisfazione, oltre che sollievo. Certo era che se qualcuno non interveniva, chissà cosa sarebbe successo a Celes. Li avrebbe abbandonati per sempre? No, non poteva succedere una cosa simile, lui non se lo sarebbe mai e poi mai perdonato.

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Nella grotta intanto il rito era finito da un pezzo, ma le rune che Jyx aveva formato a terra quando aveva preso in mano la completa situazione dei vari incantesimi, erano ancora presenti. Lui si trovava lì in mezzo, circondato da esse, mentre gli altri tre Campioni osservavano punti non ben definiti, ignorando qualsiasi cosa che lui volesse fare.
Finché le rune non si illuminavano, significava che il Veggente era sì stato colpito, ma che l'antica Veggente non era ancora riuscita a uscire dal corpo del ragazzo.
Jyx poteva però sentire chiaramente i propri poteri fluire nuovamente al massimo nelle vene, in tutto il corpo. Celes ormai era o quasi morto o in stato di morte apparente ed era proprio quel suo stato che aveva liberato Jyx dall'incantesimo a cui si era sottoposto di sua spontanea volontà prima delle gare.
La sciarpa che lui aveva lavorato a maglia con una cura impeccabile svolazzava al lieve vento che si era insinuato in quella grotta, ma Jyx non aveva freddo, nemmeno gli altri sembravano averne a dire il vero. Erano tutti in attesa di un qualcosa, Jyx che quelle rune si accendessero, mentre gli altri una qualsiasi notizia da parte di chi in quel momento si trovava al Palazzo d'Estate. Jyx appariva piuttosto calmo, mentre Hush non faceva altro che camminare in cerchio nella grotta, troppo sotto stress o preoccupata, anche solo per riuscire a starsene ferma per più di qualche secondo. Jyx non le diede retta, la sentì dire cose che non gli interessavano minimamente e dato che la sua voce lo irritava non poco, si limitava ad ignorarla, a fare come se non fosse affatto lì. Melek e Knight invece erano più sopportabili, a dire la verità tra tutti e tre lui preferiva il rappresentante dei Jade, perché era il più calmo e pacato. Le due ragazze invece non rientravano per niente nei suoi gusti, troppo fisse nelle loro idee e nei loro ideali.
Proprio mentre la sua mente vagava a pensare a pro e contro di ognuno degli altri tre campioni, finalmente notò le scritte di cui era circondato illuminarsi.

"Era ora... Ti sei fatta proprio desiderare."

Sussurrò a voce bassissima, mentre un sorriso sinistro misto a ghigno si fece strada sul suo volto. Quasi non ci sperava più, dato che ci era voluto così tanto tempo, ma la cosa alla fine era andata a buon fine e quello era ciò che aveva una certa importanza.
Nessuno degli altri campioni sembrava aver sentito quelle parole, ma le loro attenzioni erano state catturate dalle rune illuminate, che era impossibile non notare, dato che illuminavano con una certa forza la grotta altrimenti buia.
Jyx non prestò minimamente attenzione agli altri, iniziò a sussurrare parole nella sua antica lingua perduta, ad esse aggiunse parte dei poteri che aveva appena riacquisito e dal palmo aperto della sua mano, iniziò a formarsi l'Anti Cristo. Equiparabile al cristallo dei Veggenti, ma dalle forme che rispecchiavano la sua anima, man mano che si formava, assumeva un aspetto sempre diverso, finché le rune non si spensero e tutti i presenti lo osservarono stupiti.
Ai loro occhi, nella sua mano vi era il suo Anti Cristo, cristallo color nero brillante,con curve morbide e affusolate. Si presentava come un opale, vi assomigliava davvero molto, ma Jyx non aveva molto tempo per osservarlo, gli altri Campioni avrebbero fatto presto domande o lo avrebbero accusato di essere il traditore, cosa che ormai era più che ovvia.
Il silenzio assoluto regnò ancora per alcuni interminabili secondi in quel luogo e Jyx iniziava a chiedersi a cosa stessero pensando di così profondo, da non sapere cosa commentare. Ci sarebbero state un sacco di cose che avrebbero potuto dire e invece non fiatava una mosca, mentre le antiche rune sparivano e lui poteva sentire più che nitidamente il potere, anche se ancora debole, della Veggente che era stata liberata.
Alla fine qualcosa accadde: notò Hush sbattere più volte le palpebre come a volersi risvegliare da un sogno e alla fine avvicinarsi a lui.

Al Palazzo d'Estate la situazione era decisamente confusionaria e complicata. La prima Veggente aveva lasciato il corpo esanime di Celes e il suo spirito volteggiava sospeso a vari metri di distanza da esso e dalle persone che vi erano attorno.

"Ebbene, Shannen e Langley non avevano tutti i torti a pensare che fosse un po' impazzito, ma tutto questo è stata colpa mia. Il modo per salvarlo esiste e sono certa che la Veggente Regnante lo sappia più che bene."

Tutti le stavano dando ascolto, anche se non si era minimamente presentata: ovviamente se c'era un modo per salvare il Veggente in Carica lo volevano assolutamente sapere. Non capivano però chi fosse, anche se quella donna era sicuramente impressa nella mente di tutti, o forse non potevano credere ai loro occhi e non erano poi tanto sicuri di ciò che passava nella loro testa in quel momento?

“Eiris… La maga che era stata considerata una Veggente a suo tempo, dopo la vittoria nella guerra dei Titani…?” Nessuno di loro lì l’aveva mai vista, dopotutto Jyx che la conosceva aveva più di tremila anni e se si considerava che tutti i presenti lì dentro non arrivavano nemmeno a mille anni di vita, beh… Di lei avevano solo sentito parlare o ne avevano letto nei vari libri sulla storia delle Lande.
Lo spirito si limitò a ghignare, mentre si guardava attorno: dove era Jyx? Sentiva chiaramente che era stato in grado di creare l’Anti Cristallo, la questione però era: perché non era lì?

 

"Il traditore c'è sempre stato, il Veggente aveva ragione... Sei quindi tu il traditore!" Quelle parole uscirono come un fiume in piena dalle labbra di Hush che era abbastanza fuori di sé e, se non fosse stato che Jyx la fermò usando la magia, di certo sarebbe stato colpito da qualcosa.