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La morte era un concetto strano, che Elise non era mai stata sicura di capire bene.

Per lungo tempo Camilla e Xander si erano rifiutati di spiegarle cos'erano la guerra, l'odio e la miseria. Era cresciuta in mezzo ai giochi e ai baci, benché nel castello facesse sempre freddo, le guardie indossassero armature nere, sua madre fosse scomparsa e nessuno, tranne i suoi fratelli, Effie e Arthur, le rivolgesse mai un sorriso. Ma il loro affetto le era sempre bastato, davvero: non capiva perché non avrebbe dovuto essere felice.

Leo aveva iniziato a insegnarle l'uso della magia piuttosto presto, ma tutti i suoi ammonimenti a fare attenzione alle fiamme e a non lasciare che i fulmini le sfuggissero di controllo l'avevano resa nervosa, turbata – se quei tomi dovevano rischiare di farle del male, perché doveva imparare a usarli? Perché tanta fretta di conoscere come ferire gli altri? Alla fine, Camilla e anche Corrin avevano insistito perché un simile addestramento le fosse risparmiato, proponendo piuttosto che imparasse a usare scettri che avrebbero potuto curare i feriti in battaglia.

Da quel momento, Elise aveva iniziato a capire che dal suo operato dipendeva qualcosa di fragile come la vita altrui. E iniziò a vedere le persone morirle sotto agli occhi, quando un incantesimo andava male o non era sufficiente – piangeva, preda di una tristezza inspiegabile, e si aggrappava al mantello di Xander chiedendogli perché tutto ciò dovesse succedere. Il principe non riusciva mai a spiegarglielo, e alla fine scuoteva la testa dicendole che un giorno avrebbe capito.

Era davvero tutto finito, quando una persona chiudeva gli occhi per sempre? Esisteva un modo per le anime di tornare, di parlare ancora, di gioire ancora, di vivere ancora? Cominciò a leggere libri di draghi e divinità, di mondi al di là del loro e di cieli irraggiungibili, e alla fine il sorriso, a poco a poco, le tornò sulle labbra – ma certo: non poteva essere tutto invano. Non scelse mai qualcosa in cui credere, ma le storie di fantasmi che i soldati si raccontavano smisero in fretta di spaventarla: non trovava nulla di pauroso nell'idea che uno spirito perduto trovasse la strada per parlare a chi era rimasto nel mondo; e di persone cattive in carne e ossa ce n'erano già fin troppe perché uno spettro facesse troppa differenza. Espose queste idee a Leo pensando che lui avrebbe sogghignato, prendendola in giro, ma suo fratello la stupì, rimanendo serio e guardandola con una malinconia che raramente lasciava trapelare.

Malgrado tutto questo, il cuore le si gonfiava ancora d'angoscia a pensare ai caduti della guerra, e non aveva importanza quanto si ripetesse che per loro non era tutto finito, ma forse solo tutto iniziato: cominciava a pensare a un mondo in cui uno dei suoi fratelli non potesse più abbracciarla, né scaldarla quando aveva freddo, né rassicurarla, e la paura tornava a farla tremare. Il giorno dopo fingeva di aver dimenticato, ma si stringeva a Camilla un po' più del solito, cercando di godersi le sue carezze rassicuranti una ad una.

E poi arrivò la vera guerra, quella in cui Corrin voltò loro le spalle per combattere con l'Hoshido e in cui lei cominciò a non riconoscere più la sua famiglia – Xander ribolliva di furore, Camilla era spezzata dalla sofferenza e Leo era così freddo che Elise non osava nemmeno avvicinarsi per sfiorarlo; erano vicini alla pazzia, lo vedeva, ma non poteva smettere di credere.

Non poteva lasciare che nessuno di loro morisse, né che uccidessero Corrin: questo era il suo punto fermo, la sua unica certezza. E fu così che fu lei a saltare di fronte alla spada intrisa d'odio di Xander, a lasciare che la spezzasse – gli occhi colmi di lacrime e l'anima che si frantumava sotto alla paura e all'effimera gioia di avere finalmente compreso.

La morte era sacrificio. La morte poteva avere un senso. La morte non l'avrebbe fermata dal salvare la sua famiglia e il suo regno, e neanche le avrebbe impedito di rimanere nei cuori di chi lei amava. Li avrebbe visitati, sempre; li avrebbe stretti tra le sue braccia senza che loro lo sapessero.

Avrebbe solo voluto asciugare il volto di Xander prima che il buio si chiudesse su di lei.