Actions

Work Header

Royals

Chapter Text

Basta.

Una risata maligna gli scivola attraverso la pelle.

Per favore.

E perché mai?” sogghignano loro.

Il suo petto ha un singulto. Hanno ragione.

Fujin Yumi vibra tra le sue mani.

Non ce la faccio più.

Ma manca così poco.

Le sue dita sono trasparenti, ormai. Sta scivolando via.

Il salto nel vuoto gli ha tolto quasi tutto. C'è solo un singolo barlume rimasto di lui.

E se solo non fosse tanto immerso nell'odio, si renderebbe conto di quanto ciò lo renda forte. Di come Ryoma sorriderebbe alla sua volta.

Ma Ryoma è morto, Takumi.

E questo è imperdonabile. Già: che senso ha resistere?

Proprio così.

Le voci lo accarezzano.

È colpa mia?

Se avessi ucciso Corrin prima, non sarebbe successo. Anche tua madre sarebbe viva, lo sai?

Basta!

Nemmeno le sue lacrime sono più reali: sono scie di fuoco che gli percorrono le guance e gliele corrodono, un morso alla volta, fiamme bluastre, bagliori di rancore.

Sarà la tua redenzione. È solo un ultimo passo.

Ma la sua anima sta svanendo: davvero esiste un aldilà, per chi ormai ha già ceduto così tanto al male?

Non perderti in queste sciocchezze. Sai che la verità è una sola.

Sì: la verità è che la colpa è solo, solo, solo di Corrin.

Non ho bisogno di redenzione. Quello che sto facendo è giusto.

Bravo, Takumi.

Ma perché fa così male, allora?

È colpa di quel mostro. Il suo miele è il vero veleno. Si finge ancora tuo fratello. Puoi crederci?

Oh, non è mai stato suo fratello.

Non è mai esistito nel suo cuore. Ha desiderato amarlo con lo stesso ardore di Hinoka – capire perché lei abbia sempre preferito lui, lui, lui, che nemmeno ha vissuto a palazzo per più di qualche anno, che nemmeno le è mai stato accanto, che si è crogiolato nei neri anfratti del Nohr e si è lasciato accarezzare dalle loro viscide mani. Ha desiderato avere la stessa pia bontà di Sakura, così disposta a perdonare e ad aprire il proprio cuore.

Ha desiderato avere un animo fermo come quello di Ryoma, ma...

Ryoma è caduto. Per colpa sua.

Sì, è tutta colpa sua.

E tu devi riscattare il tuo onore. Devi redimerti.

Perché io?

Perché sei sempre stato troppo debole.

Striscia sulla pietra, trascinandosi verso il luogo dove Corrin sta osando spargere altro sangue. Le sue membra sono più forti di quanto non siano mai state; e si sfaldano, si dissolvono in un nulla che è a contatto con il tutto; con un mondo lontano, che già da tempo si è preso la sua vita.

Chi devo odiare?

Oh, Takumi. Hai davvero bisogno di qualcuno da odiare? Non ti basta lasciare che sia il rancore a guidarti? Smettila di farti domande.

Già: deve distruggere ogni cosa.

Se stesso. La propria casa. I disgustosi vermi che hanno osato profanarla. Le verdi praterie che adesso sono in fiamme. Il passato. Il futuro. Il presente.

E poi, poi sarò salvo?

Questo dipende da te. Vuoi perdonarti, Takumi?

No, no. Non vuole.

Non merita alcun perdono, alcuna redenzione. Ha sbagliato troppe volte. Non l'ha soffocato nel sonno quando aveva potuto. Non gli ha strappato il cuore dal petto. Non ha bevuto il suo sangue.

È orribile. Perché tutto questo?

Perché tutto finisca.

Lasciami... lasciami morire, allora.

No: devi ucciderlo, prima.

È tutto ciò che gli è rimasto: un'ossessione. Una speranza fioca. Un'espiazione priva di senso. Una vendetta cieca, per una vita che sta dimenticando.

È ciò che deve fare.

Con una mano invisibile e gli occhi in fiamme, spalanca il portone della Sala del Trono.

Non può esserci perdono.