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Nanodayolooo~

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A lui piace il cioccolato. Quello fondente, che non è troppo stucchevole, che ti delizia senza nausearti.
Kasamatsu è come una tavoletta di cioccolato fondente. È aggressivo, il più delle volte, ma basta un tocco per farlo sciogliere, basta poco perché gli rimanga attaccato sulle dita; e il suo sapore è sempre buono, così piacevole che rimarrebbe ore ad assaggiare la sua pelle, a succhiare nella pelle morbida sotto l’orecchio, o sulla pancia.
Kasamatsu è come una tavoletta di cioccolato fondente, ma Kise non ha davvero il coraggio di dirglielo: non vuole rischiare di ricevere un pugno in pieno viso e perdere due settimane di lavoro solo per il brutto temperamento del suo capitano. Certo è, comunque, che nulla può impedirgli di fare paragoni assurdi nella sua testa. Si lecca le labbra inconsciamente, mentre la testa riposa sulla mano destra e gli occhi sulla nuca di Kasamatsu. Non ti girare, continua a ripetersi nella testa, perché se incrociasse il suo sguardo adesso sarebbe capace di leggere nei suoi occhi il filo di pensieri che lo porterà inesorabilmente verso il bagno della palestra entro i prossimi dieci minuti.
Vorrebbe baciarlo.
Se lo facesse, gli salterebbe via la testa, figuriamoci: a malapena si guardano negli occhi, quando il resto della squadra li circonda; ha preferito dimenticare quanto tempo ci abbia messo per riuscire a strappargli un bacio, nemmeno tre mesi prima. Ma non riesce comunque a smettere di sorridere, nemmeno quando alla fine Kasamatsu si gira e lo guarda negli occhi - anche se, lo ammette, un brivido di terrore lo attraversa rapido mentre pensa ora mi uccide. Lui si avvicina, lo sguardo duro e la fronte appena imperlata di sudore, e nel momento in cui Kise dovrebbe temerlo di più lo guarda meglio e non riesce a trattenersi dal ridere.
“... che c’è?”
Kise non risponde. Ripensa alle dita sporche del suo sapore e si sente avvampare, ma l’unica cosa che il suo corpo gli permette di fare è di piegarsi sul suo viso e poggiare le labbra perfette sulla punta tonda del naso del suo capitano, poco importa che sia davanti alla squadra, tanto alla fine non è poi così un segreto che lui gli muoia dietro come un ragazzino in preda agli ormoni - quello che è, comunque.
“Che diavolo-”
“Avevi un ricciolo di crema sul naso, capitano.”
E Kasamatsu arrossisce, e Kise sente di aver appena conquistato una vittoria. Gli pizzica la punta del naso e si allontana prima che l’altro possa fare qualcosa, prendendo la palla e cominciando ad allenarsi. E il suo pensiero torna alla cioccolata fondente, e al ricciolo di crema, e in fondo tutto sembra essere un paragone terribilmente ironico della loro relazione - mica gli dispiace, autoassociarsi alla crema.
Di certo Kasamatsu non lo farebbe mai, e anche se lo facesse, farglielo ammettere richiederebbe troppo tempo perché lui possa sprecarlo in attesa.
Lo prenderà per scontato.