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Do I have to make a choice?

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Hazel si accoccola meglio contro Frank, cercando in tutti i modi di ripararsi dal vento che le frusta in capelli sul viso. Frank le afferra i ricci, stringendoli in una coda approssimativa, e li spinge nel cappuccio della sua felpa, tirandogliela su fino agli occhi. Hazel sorride e tira indietro la testa quel tanto che basta per scoccargli un bacio sotto il mento; Frank le bacia la punta del naso, di rimando.

È una serata estiva come tante, al Campo Mezzosangue, e i semidei sono riuniti intorno al falò, ad arrostire marshmallows e a chiacchierare. Hazel non riesce ancora a credere di potersi concedere una serata di relax, dopo tutto quello che hanno passato.

– Hazel, hai bisogno di una mano?

Leo le toglie il bastoncino dalle mani, sorridendo, e invece di avvicinarlo alla fiamma, lo tocca con l'indice, dandogli immediatamente fuoco. Frank sobbalza, una reazione involontaria, e Hazel gli prende le mani, portandosele sul grembo; il sorriso di Leo s'incrina. – Mi dispiace, non-

Frank scrolla le spalle, come a dire non preoccuparti, il mento appoggiato sulla testa di Hazel, gli occhi chiusi. Quando li riapre, Leo sta fissando il fuoco, stranamente silenzioso, il bastoncino di Hazel abbandonato sul gradino accanto a lui. Così non va.

– Leo.

Leo sussulta e si gira di scatto, guardandolo per un attimo come se non riuscisse a metterlo a fuoco. Poi si rende conto che Frank lo sta invitando a sedersi tra le sue gambe, nello spazio che poco prima occupava Hazel. – Frank, non c'è bisogno-

– No, non c'è –, concorda lui, continuando a battersi una mano su una coscia.

Leo sbuffa ed alza gli occhi al cielo, ma si siede comunque nel posto indicato, tirandosi le ginocchia al petto; Hazel poggia la testa sulla sua spalla e sospira soddisfatta, come se stesse aspettando questo momento da tutta la sera. Leo si ritrova a sorridere, senza un perché. Si sente a casa.