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Just Say yes

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Maledetto sir George, maledetto Daniel e maledetto persino quell’idiota presuntuoso di Haxby, era tutta colpa sua pensò Charlotte Wells mentre si dirigeva verso la dimora degli Howard.
Ebbe fortuna perché colui che stava cercando stava rientrando proprio in quel momento, accelerò il passo ma quando fu davanti alla porta questa si era già richiusa, nessun problema che non si poteva risolvere si disse Charlotte prima di cominciare a bussare furiosamente.

Fu lui ad aprirle, proprio mentre lei stava pensando di assoldare il primo giovane per buttare giù la porta e non era affatto cambiato, la stessa superiorità morale e lo stesso disprezzo che aveva avuto negli occhi l’ultima volta che si erano visti.
<< Miss Charlotte, a cosa devo il dispiacere della vostra visita? Lady Caroline è assente per sua fortuna >> la salutò Haxby guardandola come se fosse solamente un insetto particolarmente fastidioso che gli ostruiva il passaggio, che poi l’avesse avuta contro un muro per lui era secondario.
<< Il dispiacere è reciproco Haxby ma è importante che noi due parliamo, adesso >> disse Charlotte, Mrs Quigley non doveva sapere nulla e sua madre andava messa di fronte al fatto compiuto.
<< Noi stiamo parlando miss Wells, stiamo parlando esattamente in questo momento >> la provocò Haxby, quella donna era marcia, bella e sensuale all’esterno ma marcia come tutte le puttane, lo aveva fatto licenziare per ben due volte e continuava a turbare il suo sonno, sperare di non doverla più vedere era fin troppo pensò Haxby. Si era dovuto umiliare con lady Caroline per riavere il suo lavoro, aveva supplicato, pregato, ricordato i legami che univano le due famiglie e ora … Charlotte Wells non avrebbe distrutto un bel nulla.
<< Molto bene. Mr Haxby: aspetto un bambino >> annunciò Charlotte. Era un’eventualità che prima o poi col suo lavoro le sarebbe capitata ma aveva sempre pensato che il padre di suo figlio sarebbe stato un lord, un giudice, qualcuno d’importante che alla notizia avrebbe deciso di mantenere lei e il bambino, non quel moralista che si muoveva come se avesse una scopa su per il culo.
<< Povero figlio sventurato quello che avrà per madre una puttana di bordello >> replicò Haxby, se pensava di venire lì a battere cassa facendo credere che il bambino fosse di sir George allora aveva sbagliato porta. Con tutti gli uomini che aveva avuto era impossibile che fosse di sir George, ovviamente non avrebbe raccontato niente a lady Caroline per non turbarla e avrebbe cacciato Charlotte Wells il prima possibile.
<< Risparmiatemi la vostra morale, il bambino è vostro >> dichiarò Charlotte, di quello era quasi del tutto sicura. Quigley faceva usare dei condom per scongiurare quell’evenienza e Daniel … per quanto lo avesse amato lui era una causa persa, Haxby era l’unico che potesse aiutarla e il bambino era suo, era certa che il bambino fosse suo.

Il secondo avvento, un’invasione papista e un terremoto, tutti insieme, avrebbero sicuramente prodotto meno danni di quelle parole nella mente di Thomas Haxby che non svenne solamente perché la porta era un ottimo appiglio.
<< No! Non puoi … sei stata con decine di uomini, non può essere mio, semplicemente no! >> quasi urlò mentre diventava bianco come un cero, aveva bisogno di stendersi e poi trovare una corda per impiccarsi perché non poteva essere così sfortunato. Una volta, una volta sola aveva deviato dal giusto sentiero e ora veniva punito. La punizione era esagerata ma la merita, questa era la punizione per aver giaciuto con Charlotte.
<< Con gli altri prendevo delle precauzione, mia madre si serve di condom e anche Lyda Quigley, sei l’unico … che non ho programmato dunque il bambino è tuo >> c’era anche Daniel ma lui poteva offrirle solamente amore e con l’amore non avrebbe cresciuto un bambino.
<< Cosa … l’irlandese! È tutto un imbroglio, non è vero? >> urlò, sicuramente era stata con l’irlandese e l’idea doveva essere di entrambi, spillargli i soldi di sir George e vivere alle spalle di lady Caroline.
<< Non ho bisogno di soldi Haxby, guadagno abbastanza da non aver bisogno di soldi ma a questo bambino voglio dare la rispettabilità che né io né mia sorella, e tantomeno mio fratello abbiamo avuto: mi devi sposare. Se sei davvero un uomo d’onore come sostieni di essere allora devi sposarmi: tu hai provocato tutto questo e tu sistemerai tutto >> dichiarò Charlotte prima di avvicinarsi, a  costo di dargli una botta in testa e trascinarlo dal primo parroco disponibile. Non per lei ma il suo bambino che almeno avrebbe avuto il cognome del padre e forse un futuro migliore del suo e di quello di Jacob.
Thomas Haxby sapeva che quella era la cosa giusta da fare, sposare Charlotte Wells e così legittimare suo figlio ma il solo pensiero di essere sposato con quella serpe in corsetto lo faceva vomitare, quella donna lo avrebbe reso la favola di tutta Londra, tutti avrebbero riso di lui, della sua famiglia e degli Howard ma era anche vero che era l’unica opzione morale che aveva. Lo faceva per il bambino, ovviamente, per salvare l’anima di suo figlio e dargli un nome rispettabile, assolutamente no per la madre.

<< Non ti chiedo  nemmeno che sia pubblico, bastiamo noi due, qualche testimone e non lo saprà nessuno, sapermi sposata mi rovinerebbe, vuoi fare la cosa giusta o no? >> aggiunse Charlotte provocandolo sempre più vicina, poteva contare i ricami del suo abito, indecente, semplicemente indecente.
<< Dove ti vuoi sposare? >> capitolò, lo faceva solo per il bambino, assolutamente non per la madre.