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Capodanno a Cortina

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Capitolo I: Mercoledì 16 dicembre 2014

Il trillo del cellulare annunciò a Nives l’arrivo di un sms. Si distolse dal preventivo che stava compilando per andare a vedere chi fosse e vide che si trattava di Richard. Sorrise mentre apriva il messaggio.
Marlise mi ha mandato il link di YT del suo servizio, eccolo come promesso… Ricordati che ti amo immensamente.
Il tono le mise un po’ d’ansia. Senza indugio, piantò lì il preventivo e si collegò a YouTube, digitando il link inviatole da Richard.
Non lo guardò neanche, guardò invece l’incredibile numero di oltre quattromila visualizzazioni a fronte di una pubblicazione di appena due ore prima. Col cuore in gola, andò a vedere i commenti sottostanti. Come per gli articoli che aveva finora pescato in internet, per la maggior parte erano favorevoli, alcuni neutri, altri più calorosi, altri ancora addirittura entusiasti; ma ce n’erano alcuni anche piuttosto astiosi, dettati da una prevedibile invidia, che la fecero sospirare rassegnata. Tuttavia, non era realistico sperare diversamente: tutte le fan di Richard avrebbero voluto essere al suo posto e alcune di loro semplicemente non potevano accettare che lui avesse una donna perché finché era single potevano sognare di essere loro. Beh, che rosicassero, pensò con un moto di stizza: se volevano davvero bene a Richard come proclamavano, sarebbero state felici per lui, altrimenti significava soltanto che erano delle immature egoiste e non meritavano considerazione. Le spiaceva essere criticata senza reali motivazioni, ma ne era ampiamente compensata dal solo fatto di stare con Richard. Che le bimbeminkia si fottessero, avrebbe detto Beatrice; e aveva ragione.
A quel punto Nives guardò il servizio; la durata effettiva era di pochi minuti, che lei rivisse con la stessa intensa emozione di due settimane prima, poi Marlise ci aveva aggiunto una coda dove dichiarava che la ragazza italiana di Richard Armitage era una persona deliziosa che lei era stata felicissima di conoscere e che sperava di poter intervistare a breve per farsi svelare com’era riuscita a conquistare quest’uomo da sogno.
“Marlise ti adoro!”, esclamò Nives, anche se sapeva perfettamente che non poteva sentirla. Poteva però mandarle un messaggio via Twitter; lo aveva già fatto in passato, quando aveva partecipato alla campagna per la première italiana, e la giornalista le aveva risposto. A maggior ragione lo avrebbe fatto ora, tanto più che, dopo il loro incontro a Londra, Marlise aveva cominciato a seguirla. Ovviamente non poteva capire i tweet in italiano, ma spesso Nives li metteva in entrambe le lingue.
Poi le sovvenne che Richard le aveva detto che, dopo la pubblicazione del servizio di Marlise sul suo blog, avrebbe messo il link anche sul proprio profilo Twitter; si collegò rapidamente e infatti trovò il suo commento che diceva Grazie @Marlise Boland per il bel servizio! Sotto di esso c’era già una sfilza di messaggi, il cui tono era decisamente positivo, ma del resto c’era da aspettarselo, lì, dove i fan pensavano di avere una chance che Richard leggesse davvero i loro commenti – infatti lo faceva, almeno con una parte, perché spesso ne riceveva troppi per leggerli tutti – e non avrebbero certo voluto dispiacergli.
Il telefono squillò, interrompendola. Nives sbuffò, ma era il suo lavoro e si ricompose subito. Rispose e diede retta al cliente che domandava informazioni su una spedizione, poi quando lo ebbe sistemato finì il preventivo e lo spedì, ed infine tornò su Twitter, stavolta per controllare il proprio profilo. Anche lì, come su Facebook, aveva un nickname che mascherava la sua vera identità, per fortuna, così non si ritrovò all’improvviso con mille follower in più che le potevano invadere la bacheca con messaggi e notifiche. Per prudenza, comunque, tolse l’immagine che la ritraeva nei panni di Nerwen la Verde e la lasciò momentaneamente in bianco; avrebbe poi pensato con calma a casa a trovare un qualche simbolo che la sostituisse. In quel modo, rendeva ancor più difficile farsi rintracciare da sconosciuti e curiosi.
Arrivò il magazziniere – un simpatico giovanotto amante dei cavalli come Beatrice, ma che praticava la monta all’americana – per portarle alcuni ordini pronti per la spedizione, così nella mezz’ora seguente Nives fu occupata a compilare documenti di trasporto e a prenotare il ritiro da parte del vettore preferenziale della ditta; poi tornò nuovamente in internet, stavolta per navigare sul sito di The Anglophile Channel dove trovò lo stesso servizio visto su YouTube con altri commenti. Il tono era prevalentemente rispettoso, anche nelle critiche, e lei si sentì sollevata; solo alcune erano apertamente ostili. Non le importava davvero dell’opinione di persone sconosciute, ma non voleva che Richard ricevesse un danno d’immagine dalla sua relazione amorosa con lei.
A quel punto, andò a controllare il proprio profilo Facebook e, come si aspettava, trovò diversi messaggi dagli amici che conoscevano la sua vera identità ma che non avevano saputo finora chi fosse il suo misterioso boyfriend inglese. Tutti loro le esprimevano una felice sorpresa e si complimentavano con lei per la sua fortuna nell’aver incontrato l’uomo dei suoi sogni e averlo fatto innamorare di sé.
Nives si sentì sempre più sollevata; non che pensasse che fosse tutto lì, c’erano sicuramente moltissime che rosicavano di brutto e che le avrebbero buttato addosso una marea di letame… Poiché tanto valeva affrontare la cosa subito, come nel suo stile, Nives andò a curiosare nei vari gruppi dedicati a Richard di cui faceva parte.
Uno di essi era italiano, nel quale aveva diverse amiche virtuali; lì si trovò taggata in un post di una delle ragazze, con uno screencap tratto dal servizio di Marlise dove la si vedeva a fianco di Richard che le teneva la mano, con la simpatica domanda chi di voi vorrebbe essere la nostra Princess Dream? Seguivano commenti del tipo io, io! oppure chi non lo vorrebbe? e anche che razza di domanda, IO naturalmente! E via di seguito.
C’era un altro tag, dove si trovava un fotomontaggio di Nives nei panni di Nerwen la Verde –l’immagine era stata presa da una di quelle pubblicate sul suo profilo – e di Richard in quelli di Thorin, accostandoli in modo che parevano guardarsi negli occhi, circondati da tanti cuoricini. La didascalia recitava AAAAAHHHHH ma non ci avevi detto niente Princess Dream!!! A Londra hai fatto molto di più che andare a vederlo a teatro, dì la verità!!! Seguiva una faccina ridente. Sotto aveva poi c’era un commento che diceva Adesso per farti perdonare devi raccontarci tutto, altrimenti ti banniamo dal gruppo ahahah!
Un altro post di una ragazza molto romantica aveva messo un’inquadratura simile, con la scritta Brava Princess Dream, sei tutte noi! e un commento che recitava Quando si dice un nome un programma: il tuo sogno è diventato realtà, ti invidio da morire ma sono anche molto felice perché significa che, qualche volta, la vita è più bella dei sogni… Quest’ultima frase le fece venire le lacrime agli occhi perché sintetizzava quel che provava anche lei.
Grazie cara, scrisse, hai proprio ragione, è un sogno divenuto realtà. Mai, incontrato Richard a Londra, avrei pensato che si sarebbe innamorato di me e che ci saremmo messi insieme… mi sembra di vivere la trama di un bellissimo film romantico.
A quel punto fece un post, nel quale pregò tutte di non rivelare che Princess Dream era Nives Nardini altrimenti sarebbe stata sommersa di richieste d’amicizia inopportune da parte di persone interessate al solo fatto che lei stava con un famoso attore. Il gruppo era piccolo e compatto e, con suo sommo sollievo, ricevette rassicurazioni da tutte. Una le domandò com’era stato che, da spettatrice di un lavoro teatrale, era diventata la fidanzata di Richard Armitage. Nives si sentì turbata da quella definizione, verso cui non seppe bene come sentirsi; da un lato, lei e Richard non avevano ancora parlato di matrimonio – del resto, era decisamente troppo presto – e dall’altro, dopo la terribile delusione patita, lei aveva giurato che non si sarebbe mai più risposata, non legalmente almeno, ma al massimo con una cerimonia religiosa non ufficiale, pagana, celtica, elfica non aveva grande importanza – purché non fosse vincolante per la legge. Non le interessava, perché non credeva più che una promessa solenne sancita davanti ad un’autorità riconosciuta fosse più vincolante di una promessa informale fatta privatamente, o davanti a pochi amici e parenti.
Le rispose raccontando per sommi capi l’invito di Richard dopo l’incontro coi fan fuori dall’ingresso degli artisti, la giornata seguente trascorsa insieme a Windsor e Londra, la sua richiesta di visitare Venezia con lei come guida e la scoperta d’essere innamorati, nonché la decisione di tener segreta la loro storia per qualche tempo, per potersela godere in santa pace.
Poi andò a curiosare in un gruppo internazionale, dove trovò il link al servizio di Marlise e diversi commenti, alcuni simpatici, altri meno. Uno era addirittura offensivo, ma un’amica del piccolo gruppo italiano aveva risposto per le rime, accusando l’altra di parlare per pura invidia ed esortandola a misurare le parole nei confronti di una persona che, dopotutto, non conosceva affatto; molto discretamente non accennò al fatto che lei, invece, conosceva Nives – seppure in via virtuale – e concludeva chiamando in causa l’admin perché rimproverasse l’utente maleducata. Nives fu sul punto di ribattere, ma questo avrebbe rivelato a tutte che Princess Dream era Nives Nardini e avrebbe mandato a farsi benedire la sua privacy. Fu più che mai contenta che il suo avatar fosse una foto che riproduceva l’attrice Cate Blanchett nei panni di Elisabetta I d’Inghilterra – una figura storica che lei ammirava profondamente – e che le foto che pubblicava fossero visibili soltanto agli amici e non a tutti, facendo sì che il suo viso, ora noto a decine di migliaia di persone, non fosse palesemente collegato a quel profilo. Se la situazione si fosse fatta pesante, comunque, avrebbe semplicemente cancellato l’account, facendone eventualmente uno di nuovo completamente privato, dove avrebbe accettato soltanto persone conosciute. Sospirò: quelli erano soltanto i primi sintomi della celebrità che stava per abbattersi su di lei in quanto compagna di una persona famosa.
Entrò nel gruppo italiano e ringraziò l'amica per averla difesa nel gruppo internazionale; l’altra le disse che non c’era bisogno di ringraziarla, l’aveva fatto perché non sopportava le bimbeminkia e si era divertita a cazziarla di brutto. Le sue affermazioni la fecero ridere di gusto.
A quel punto, a Nives venne in mente di mandare il link del servizio a Beatrice e a Lorraine via messaggio privato e poi attese le loro reazioni. La prima fu, manco a dirlo, Beatrice, seguita poco dopo da Lorraine: entrambe le espressero le proprie congratulazioni. Frattanto Nives aveva mandato il link anche alle sue due migliori amiche, Fulvia e Francesca, le mamme dei sui figliocci Michele e Marina, e ne ricevette commenti entusiasti che esprimevano tutta la loro contentezza per lei.

Giovedì 17 dicembre 2014

“Non vedo l’ora di rivederti a Cortina”, dichiarò Richard. Stava parlando via Skype con Nives, che lo fissava dallo schermo del portatile con un’espressione adorante che lo faceva sciogliere.

ghirlanda


Nives gli sorrise:
“Neppure io… penso che dovremo comprare degli orologi più grandi!”, aggiunse con un motto di spirito. Richard ci mise qualche istante a capire la battuta, poi rise.
“Mi sa che hai ragione”, ammise, “col quadrante proprio enorme!”
Anche Nives rise.
“Com’è andata l’intervista?”, gli domandò, riferendosi a quella che sapeva aver fatto la sera prima durante lo storico talk show della CBS Late Show with David Letterman.
“Benone, David è una sagoma e non so se ho passato più tempo a ridere o a parlare… Dovrebbero mettere l’intervista in streaming stasera, appena vedo il link te lo mando.”
“D’accordo, l’aspetto”, rispose Nives, poi pensò che era meglio tornare all’argomento originale, “Quando arrivi a Cortina?”
“Sabato 27; prendo l’aereo da Gatwick per Tervise… Trevise… non ricordo il nome corretto della città.”
“Treviso”, suggerì lei sorridendo.
“Ecco, quello. Poi da lì in taxi fino a Cortina, dove ho noleggiato un fuoristrada per spostarmi sulle piste. Tu invece arrivi lunedì 29, dico bene?”
“Sì, esatto.”
La voce le si spense perché Richard la stava guardando con un sorriso dolcissimo.
“Un’intera settimana insieme”, considerò l’attore britannico in tono intimo. Lei sentì improvvisamente molto caldo.
“Esatto”, mormorò. La sua voce, leggermente arrochita dall’emozione, ebbe il potere di fargli sfarfallare lo stomaco.
“Sarà lunga, da qui al 29…”, considerò con un sospiro. Bramava sentire di nuovo le sue braccia attorno a sé, le sue labbra, il suo corpo contro il proprio; la giovane donna italiana gli mancava non soltanto fisicamente, ma anche in mille altri modi.
Posò le dita sullo schermo, laddove vedeva la guancia di lei, come a farle una carezza attraverso il cyberspazio.
“Non hai idea di quanto io sia impaziente di rivederti”, dichiarò.
“Sì che ce l’ho”, lo contraddisse Nives, “perché io sono impaziente quanto te…”
Vide Richard rivolgerle un sorriso emozionato che le fece battere forte il cuore. Sì, sarebbe stata lunga fino al 29…

Venerdì 18 dicembre 2014 e seguenti

Nei giorni successivi, Nives fu sommersa di post e messaggi degli amici feisbucchiani che le segnalavano gli articoli usciti sui tabloid, in particolare quelli inglesi e americani, ma anche australiani, neozelandesi, tedeschi, francesi, spagnoli, bulgari e italiani. Le sue foto accanto a Richard erano praticamente ovunque.
Sono stordita, confessò a Beatrice, sapevo che avrei affrontato un vero e proprio tornado mediatico, ma non immaginavo che potesse essere tanto frastornante…
Coraggio sorellina, le scrisse l’amica, comprensiva, Col passare dei giorni le acque si calmeranno, vedrai…
Lo spero proprio…! Non credo che lo sopporterei, se durasse a lungo. Cambiando discorso… so che tu scii, sei mai stata a Cortina?
Sì, diverse volte; ci sono piste fantastiche, piaceranno molto a Richard, se si schioda dalla vostra camera da letto LOL
Ahahahah, lo faccio schiodare io, i patti sono che mi tiene compagnia al mattino ma al pomeriggio si dedica al suo sport preferito.
Lo so IO qual è il vero suo sport preferito…
Bea, ma lo sai che sei proprio una maialina??!!!, finse di scandalizzarsi Nives, poi le mandò una faccina che rideva a crepapelle.
Beatrice si sbellicò dalle risate.
Comunque penso che rinuncerà a qualche pomeriggio sui campi da sci, vorrà usufruire anche lui della spa dello chalet, no?
Nives ci pensò su: non le garbava per niente privare il suo uomo del suo sport preferito, che oltretutto poteva praticare per un periodo limitato dell’anno; ma naturalmente non poteva impedirglielo, se lui l’avesse davvero voluto.
Vedrai, passerete una bellissima settimana!, dichiarò Beatrice, genuinamente felice per l’amica gemella.
Ci puoi scommettere…, concluse Nives con un sorriso beato. Un’intera settimana con Richard le sembrava un sogno.

Martedì 24 dicembre 2014

Mentre finiva di riporre le stoviglie della colazione, appena lavate, Nives udì suonare il campanello d’ingresso; sorpresa perché non stava aspettando nessuno, andò a rispondere al citofono: era un corriere, per cui gli aprì il portoncino e scese, già prefigurando di cosa si trattasse ma non osando darlo per scontato. Non voleva dare mai niente per scontato, con Richard, perché quello era stato un errore che aveva fatto con l’ex marito e che le era costato molto caro, in termini emotivi.
Il pacco era abbastanza grande, ma non pesava molto; Nives firmò e fece gli auguri all’autista, ricevendone altrettanti, poi tornò in casa e aprì la scatola. Dentro, avvolto in fogli di carta velina bianca, c’era una stupenda ghirlanda di rami di pino da appendere alla porta, decorata con fiori rossi e bianchi e con palline rosse e dorate. Era accompagnata da un biglietto che riproduceva un coloratissimo albero di natale con scritto Pensando a te… auguri di felice Natale. Ti amo. Richard.

ghirlanda


Nives dovette sedersi, perché le ginocchia le erano diventate di gelatina e gli occhi le si erano riempiti di lacrime. Pensò a tutte le volte che aveva pianto di tristezza e solitudine, soprattutto durante le feste, e pensò che ogni singola lacrima era valsa la pena, per la gioia quasi folle che sentiva adesso. Vero che Richard non era con lei, per Natale, ma era stata una sua propria scelta e non una cosa imposta; e poi, lo avrebbe rivisto di lì a pochissimi giorni.
Lei e Richard avevano appuntamento via Skype per la mezzanotte meno dieci ora italiana, ovvero un’ora avanti rispetto all’Inghilterra, per scambiarsi gli auguri; ma non poteva aspettare tanto per ringraziarlo. Prese il cellulare per mandargli un sms, tuttavia le mani le tremavano troppo forte e dovette attendere qualche minuto prima di calmarsi abbastanza per riuscire a comporre un messaggio: La ghirlanda è bellissima; ancora una volta mi lasci senza parole. Mi chiedo se sei reale, mio bel ragazzo britannico, o se sei solo un meraviglioso sogno. Ti amo immensamente.
Qualche minuto dopo ricevette la risposta: Sei tu a essere il mio sogno meraviglioso, mia dolce ragazza italiana…
Ancora una volta, Nives sentì un groppo in gola per la commozione. Quando lo avrebbe incontrato di nuovo, avrebbe pensato a ringraziarlo come si deve… fece un sorrisetto malizioso: il giorno prima aveva fatto un acquisto che cadeva proprio a fagiolo.

Alle ventitre meno dieci in punto, Skype mandò il segnale sonoro di chiamata in corso e Richard rispose subito; sul monitor comparve il volto sorridente di Nives.
“Buon Natale, dolcezza mia”, le disse subito, posando le labbra sulla punta delle dita e poi posando le dita sullo schermo. La vide emozionarsi e ne fu contento, perché era stata quella la sua intenzione; poi anche lei depose un bacio in punta di dita e le posò laddove le teneva posate lui, a più di mille chilometri di distanza.
“Buon Natale, amore mio”, gli disse in italiano, per poi ripeterlo in inglese.
“Bon Nattale”, tentò lui. Nives ridacchiò e ripeté, articolando bene le parole; stavolta Richard riuscì a proferirle correttamente.
“Ottima pronuncia”, si complimentò lei, “Di solito, gli anglofoni hanno un accento molto più marcato...”
“Beh, con tutte le lezioni di dizione che ho preso alla scuola di teatro, vorrei ben sperare d’aver imparato qualcosa”, rise l’attore. Anche Nives rise:
“Hai ragione, non ci avevo pensato!”, poi cambiò discorso, “Tutto bene, la tua famiglia?”
“Sì, grazie; mio nipote è un po’ raffreddato, ma non è certo grave, era tutto pimpante… mia cognata ha dovuto fare la severa per riuscire a mandarlo a letto, dicendogli che, se non obbediva, domani non avrebbe trovato niente sotto l’albero perché Babbo Natale si sarebbe seccato… è filato a letto di corsa”, sogghignò, “E tuo padre, come sta?”, domandò poi.
“Abbastanza bene, se si esclude la tristezza”, rispose Nives con un sospiro, “Purtroppo le festività gli fanno sentire di più la mancanza di mamma… e non solo a lui.”
“Mi spiace, tesoro mio…”
“No, no, amore, non crucciarti”, si affrettò a rassicurarlo lei, “Il fatto che adesso ci sia tu, nella mia vita, rende la cosa più facile da sopportare, per me ma anche per mio padre… Lui non lo diceva mai, ma era preoccupato per me, perché ero sola, e adesso che sa che ci sei tu, è più tranquillo”, sorrise con una punta di malinconia, “Saresti piaciuto moltissimo, a mia mamma…”
“E io sono sicuro che lei sarebbe piaciuta moltissimo a me”, dichiarò Richard dolcemente, “Sarei stato onorato di conoscerla.”
Nives gli rivolse uno sguardo così adorante che lui si sentì allargare il cuore. Desiderò possedere il Tardis del Dr. Who per andare da lei all’istante, prenderla tra le braccia e ricoprirla di baci.
Ormai mancavano due minuti alle undici, ovvero mezzanotte in Italia. Nives gli mandò un bacio e si assentò qualche istante per andare a fare gli auguri al padre, che stava guardando la messa natalizia in tv, poi tornò e li rifece a Richard.
“Domani mattina mi darò da fare in cucina”, gli annunciò, “Preparerò un bel pranzo, anche se saremo solo noi due.”
“Che fai di buono?”, volle sapere lui.
“Minestra di brodo con tagliatelle fatte in casa da papà – è bravissimo a fare la pasta – poi arrosto di vitello con patate e carciofi. Da bere un vino rosso leggero che si chiama Bardolino, tipico della zona di Verona… sai, la città di Romeo e Giulietta”, gli ricordò; lo vide annuire, poi proseguì l’elenco, “Per finire, una fetta di pandoro, che è un dolce natalizio tipico sempre di Verona, con un particolare vino spumante dolce chiamato Fiordarancio. Ne porterò anche a Cortina, sia il dolce che lo spumante, così li assaggi…”
Lui pensò involontariamente ad altro, da assaporare.
“Volentieri… ma solo se prima posso assaggiare… te”, disse a bassa voce. Nives rimase senza fiato e si sentì fremere intimamente; decise di vendicarsi.
“Oh sì”, bisbigliò, avvicinandosi allo schermo e assumendo un’aria da gattamorta, “potrai assaggiarmi tutta…”
Vittima del suo stesso gioco di seduzione, Richard sentì vacillare il proprio controllo e chiuse gli occhi un istante per cercare di conservarlo; poi tornò ad aprirli, inconsapevole che la fiamma che vi ardeva stava mandando in fibrillazione Nives.
“Sei proprio una monellaccia e meriti una punizione…”
Lei sentì la gola che le si seccava.
“Oh sì… una punizione molto…dura…”, ribatté con voce roca, rifiutandosi di cedere le armi in quella battaglia maliziosa.
Richard si umettò le labbra con la punta della lingua.
“Hai una vaga idea dell’effetto che mi fai, Nives…?”, borbottò. Lei rammentò d’avergli detto la stessa cosa a Venezia.
“Lo stesso che fai tu a me”, gli rispose, così come lui aveva risposto a lei allora. Richard riconobbe lo scambio e ridacchiò.
“Me la sono cercata”, ammise.
“Già”, sorrise lei, poi guardò l’ora: era mezzanotte e venti, “Ora vado a dormire, ho sonno”, annunciò, poi emise un sospiro, “Certo che il letto è freddo, senza di te…”
“Anche il mio…”; ammise lui; nel suo tono era contenuto un desiderio che andava oltre a quello ovvio e che trascolorava nella mancanza della semplice presenza dell’altra persona. La loro separazione, stavolta, sarebbe durata soltanto quattro settimane, a fronte dei due mesi precedenti, ma non sapendo ancora quando si sarebbero potuti rivedere di nuovo, dopo Cortina, li rendeva impazienti di ritrovarsi.
“Buona notte”, concluse, “e dolci sogni.”
Quello, sospettò Nives, intenerita, sarebbe sempre rimasto il loro speciale modo di augurarsi la buonanotte quand’erano separati.
“Altrettanto a te, mio bel ragazzo britannico…”