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Published:
2017-09-13 12:19:34 -0400
Original:
Five Things Naomi Novik Said
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Cinque cose dette da un volontario OTW

Circa una volta a mese, OTW (Organizzazione per i Lavori Trasformativi) intervisterà uno dei suoi volontari sulle sue esperienze nell'organizzazione. Queste interviste riflettono le opinioni personali di ciascun volontario e non sono in alcun modo da intendersi come posizione ufficiale di OTW né costituiscono policy dell'organizzazione.

Nell'ambito dei festeggiamenti per il nostro decimo anniversario, abbiamo un'intervista speciale per la nostra rubrica, questo mese. Nostro ospite di oggi, infatti, è Naomi Novik, una delle fondatrici di OTW, ex membro del consiglio di direzione e attualmente membro dello staff del Comitato Accessibilità, Design & Tecnologia. Di seguito la trascrizione dell'intervista, che abbiamo lievemente modificato per scorrevolezza e brevità.

Cosa puoi dirci del primo anno di OTW? Che cosa ricordi in particolare di quel periodo?

Non ricordo granché dei momenti migliori, mi sono resa conto che col passare del tempo ciò che ricordo di più sono i problemi che abbiamo affrontato. All'inizio c'era tantissimo lavoro da fare per rassicurare le persone circa quello che stavamo facendo, chiarire che non si sarebbero trovati a fronteggiare conseguenze [legali], che ci sarebbero sempre stati modi di garantire agli autori il controllo sulle proprie storie.
L'altro ricordo che ho del primo anno è di come alcuni si aspettassero di vedere qualcosa di concreto cinque minuti dopo esserci costituiti! Del tipo, dov'è Archive of Our Own - AO3 (Archivio Tutto Per Noi)? Sono cose che richiedono tempo, e ci sono state una quantità di difficoltà iniziali che sono fisiologiche quando crei qualcosa dal nulla e che sono rimaste parte dell'organizzazione.
La mia filosofia, però, è che bisogna fare le cose finché si ha quell'energia iniziale ed è di gran lunga meglio aver fatto qualcosa di imperfetto che non aver fatto nulla.

Ci sono certe situazioni in cui un'organizzazione che sia sostenibile sul lungo periodo non sopravvive di passione, per quanto allo stesso tempo uno degli obiettivi è sicuramente di incanalare quella stessa passione. Penso che all'inizio il problema per noi sia stato dover capire come mettere in piedi un'organizzazione e farla funzionare efficacemente e, al tempo stesso, farla crescere ed evolvere. Mi sono dimenticata molti dei dettagli specifici, ho una memoria terribile per questo genere di cose perché una volta che qualcosa non è un mio problema, semplicemente non ci penso più e me ne dimentico.

Uno degli esempi che mi viene in mente, è quando dovemmo decidere la natura di Comunicazioni e come sarebbe stato [per OTW e come comitato]. [I primi volontari] erano tutti sui LiveJournal, e all'epoca ricordo di aver pensato che la cosa migliore sarebbe stata avere le newsletter che abbiamo, e lasciare poi all'iniziativa dei singoli membri di OTW la possibilità di postare sui loro blog e parlare direttamente coi fan.
Quest'approccio non ha funzionato granché bene, e anche se non ero coinvolta direttamente nella cosa, ricordo la frustrazione legata all'insuccesso nel comunicare in tal modo.

Personalmente, ero più coinvolta nella parte tecnica, sulla quale avevamo peraltro un gran numero di divergenze. Perché la domanda che ti poni è: progretti prima, per avere tutto quello che vuoi esattamente come lo vuoi, e poi sviluppi, oppure ti butti e cominci a sviluppare senza un piano preciso?
E penso davvero che il nostro approccio sia stato quello giusto: ci siamo semplicemente buttati e abbiamo iniziato a sviluppare.
Tutto sommato, sono molto felice dell'esito di quella strategia, anche se col senno di poi ti rendi conto che ciò che abbiamo costruito non è perfetto e ci sono funzionalità che non abbiamo e quindi - sfortunatamente - non siamo riusciti ad accontentare tutti tanto quanto avremmo potuto.
È un compromesso che abbiamo fatto per avere l'archivio.

Penso che, fondamentalmente, fosse la scelta giusta da fare; e non siamo certo la prima organizzazione che si è posta il problema. Ci sono tanti diversi approcci a questa dicotomia, e certamente avremmo potuto affrontarla meglio. Pagheremo a lungo il costo della nostra scelta, di questa strategia, ma quello che conta per me è che abbiamo fatto qualcosa. E stiamo lavorando per correggere la rotta e creare qualcosa di più stabile. All'inizio, eravamo molto più guidati dalla spinta di fare qualcosa di concreto e tangibile.

Quali sono secondo te i punti di svolta principali di OTW durante i suoi dieci anni di vita?

All'inizio abbiamo avuto un vantaggio enorme, ovvero il fatto che abbiamo iniziato come un piccolo gruppo di persone che si conoscevano tutte tra loro. Io, Rebecca Tushnet [oggi membro dello staff di Supporto Legale] e Francesca Coppa [oggi membro dello staff di Transformative Works & Cultures - TWC (Culture e Lavori Trasformativi)] ci conoscevamo già, mentre gli altri primi membri del Consiglio di Direzione erano piuttosto vicini geograficamente, al punto che potevamo incontrarci di persona per discutere. Quello è stato un grande aiuto. Ma avevamo anche una serie notevole di competenze e abilità nel gruppo iniziale: legali, accademiche, letterarie e tecniche. Le persone nel primo Consiglio di Direzione erano il cardine dei rispettivi comitati. Per questi motivi, un gruppo così piccolo è riuscito a lavorare a stretto contatto e sviluppare rapidamente le cose nelle rispettive aree.

Per un certo periodo di tempo, circa a metà della crescita di OTW, ci allontanammo da quel modello. Essere parte del Consiglio è un lavoro duro che richiede una enorme quantità di tempo perché sia ben fatto. Personalmente, so di averlo fatto sia male che bene in varie occasioni. In buona parte, dipende da quanto tempo hai da offrire, dalle persone con cui collabori e se sei in grado di comunicare con quelle persone efficacemente e se vi è tra voi una base di fiducia.

C'è stato un momento in cui, a mio parere, abbiamo toccato il fondo: durante la fase intermedia della crescita di OTW, con l'ondata successiva di volontari. Esistono studi su questo tipo di fenomeno nelle organizzazioni no-profit che mostra che quello che ha attraversato OTW è abbastanza comune. Si inizia sempre con un fondatore - o un gruppo di fondatori - con una visione, che si accollano un lavoro troppo grande per le loro risorse. È un tipo di approccio che lascia molte cose in ballo, fatte a metà. Le persone che vengono reclutate successivamente, che decidono di unirsi perché condividono la visione iniziale, si rendono conto di tali problemi ma sono frustrate perché hanno le mani legate. Quindi i rapporti diventano antagonistici a livello dell'organizzazione, o addirittura a livello personale. All'epoca, OTW ha avuto molti candidati al Consiglio di Direzione proprio per questo motivo, come protesta per il modo in cui stava agendo il Consiglio stesso.

In una situazione del genere, le cose non vanno bene e il Consiglio non sta lavorando meravigliosamente, ma allo stesso tempo i membri del Consiglio conoscono a fondo l'organizzazione e le dinamiche interne ad essa perché ne hanno visto l'evolversi e ne hanno discusso da tempo i problemi, sanno come si è arrivati a questo punto. Ma non c'è più fiducia e il Consiglio come gruppo è diventato disfunzionale. E, nel corso degli anni, abbiamo avuto più d'un Consiglio disfunzionale.

E infine, c'è la terza ondata di volontari, che sono felici di fare quello che fanno in OTW e non vogliono necessariamente essere parte del Consiglio. Ma vedono i problemi, sono entrati a far parte dell'organizzazione e si rendono conto di cosa sta succedendo al vertice. E anche se preferirebbero fare semplicemente il loro normale lavoro di volontari, sentono il dovere di farsi avanti e sistemare la situazione in cui l'organizzazione si trova. E questo è il tipo di Consiglio che abbiamo oggi, ed è un buon punto da cui ripartire. OTW è passata attraverso varie difficoltà nella sua crescita, ma è un processo importante, dato che ci sono molte organizzazioni che non arrivano a superare questi periodi di transizione.

 

Il contrasto è nato dal fatto che anche se all'inizio avevamo svariati disaccordi si partiva da una base comune: ci si conosceva tutti personalmente fin da prima di entrare nel Consiglio e si era consapevoli delle competenze e abilità altrui. Può sembrare una cosa positiva, ma di certo crea anche una mentalità ristretta. Quei primi anni erano tutti incentrati sulla crescita, sul provare qualunque cosa si volesse provare. Non c'era niente che potesse fermarti: dato che non ci si doveva confrontare con nulla di pregresso, ci si buttava semplicemente a creare qualcosa di nuovo.

Quindi all'inizio non c'era niente di definito, né persone il cui lavoro si basasse su procedure stabilite, che andassero cambiate: non puoi arrivare e cambiare il modo di lavorare altrui all'improvviso. Soprattutto per quanto riguarda la scrittura di codice e la programmazione, c'è un periodo enormemente creativo all'inizio, quando stai sviluppando qualcosa dal nulla. E in generale, la maggior parte delle persone ama costruire cose dal nulla molto più che non fare manutenzione di vecchie cose, dal punto di vista della tecnologia. Quindi all'inizio è molto più facile. Ci siamo tutti buttati nella mischia e sporcati le mani. Nessuno di noi aveva mai lavorato su qualcosa delle dimensioni di quello che OTW è oggi, e ci siamo mossi un po' alla cieca. Per alcune persone è stressante dover iniziare qualcosa dal nulla, per altre lo è più dover mantenere qualcosa di esistente e farlo crescere.

Qual è il risultato personale di cui sei più orgogliosa, nel tempo che hai passato in OTW?

Che AO3 c'è, esiste. A un livello meta, quando scrissi il post in cui proponevo la creazione di un archivio, non lo intendevo come qualcosa che avrei potuto o voluto fare io stessa. Lo dissi anche: era qualcosa di cui avevamo bisogno e se qualcun altro voleva provarci, gli avrei dato una mano.
Ma poi mi resi conto che nessuno si stava facendo avanti, e ebbi un momento di chiarezza - ricordo bene questo momento - in cui capii che mettere in moto questo progetto sarebbe stato un gigantesco buco nero in termini di tempo ed energie e in termini emotivi, e che avrebbe avuto una serie di costi opportunità con ripercussioni per il resto della mia vita. Ma l'ho fatto lo stesso.

Quella discussione iniziale creò un certo entusiasmo e dovevamo canalizzarlo immediatamente.
Esiste una specifica finestra di opportunità in cui puoi proporre un'idea e se la manchi, il castello di carte crolla, l'idea non si realizzerà mai. Quando scrissi quel post, lo feci perché ero arrabbiata, e ci credevo davvero, credevo che avremmo dovuto fare qualcosa. Un po' come il detto "Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo". E così sono andata da Rebecca e Francesca e ho detto "ho intenzione di farlo, ma non posso farlo senza di voi". E loro hanno risposto "va bene, facciamolo!". Avevamo avuto varie conversazioni prima, circa i problemi che volevamo risolvere con OTW e quello era il momento di fare qualcosa.

Quale credi che sia, oggi, il ruolo di OTW e come pensi che sia cambiato rispetto all'inizio? Come si evolverà, secondo te, nei prossimi dieci anni?

La prima cosa che penso che OTW abbia oggi che non aveva all'inizio è il suo ruolo di manutenzione ovvero, ad esempio, mantenere AO3 operativo e funzionante. Ed oggi oltre a AO3 c'è anche Fanlore, che però è molto più facile da gestire. Anche solo AO3 è difficile da far crescere nei prossimi dieci anni, perché prima dobbiamo modernizzarlo tecnicamente. Dovremmo già discutere - e alcuni immagino lo stiano facendo - della versione 2.0 di AO3. Ma AO3 non dovrebbe somigliare tra dieci anni a ciò che è adesso, e dobbiamo cominciare a pensare a un piano di sviluppo fin da ora.

Ci siamo presi una responsabilità, e so che - anche nei momenti più bui del Consiglio, quando davvero ho creduto che l'intero staff tecnico avrebbe mollato e non ci sarebbe stato nessuno a gestire AO3 - ciò che ci ha fatto andare avanti come volontari anche quando non c'era nessuna soluzione decente ai problemi era il desiderio di non mollare. Potrà arrivare un momento in cui il costo personale di continuare a lavorare sui nostri progetti è troppo alto, ma se dipende interamente da me per sopravvivere, allora dubito che sopravviverà comunque, nonostante i miei sforzi.
A un certo punto della mia vita non potevo più accollarmi la responsabilità di continuare il mantenimento e lo sviluppo di ciò che avevamo iniziato. Avevo un bambino piccolo, la mia vita stava cambiando. Provai con una certa difficoltà a far capire ai membri del Consiglio che se non hai fiducia nello staff, se non credi che sia in grado di sapere cosa si deve fare e non gli dai lo spazio necessario perché possa agire, allora il progetto è destinato a morire.
C'erano solo poche persone a fare quel tipo di lavoro di manutenzione, e anche oggi sono poche ma la differenza è che abbiamo assunto personale esterno per aiutarci ad andare avanti, oltre ad aver definito procedure specifiche per migliorare la gestione di AO3.

Tutti noi dobbiamo imparare ad essere d'accordo con dignità, ma anche con altrettanta dignità fallire e ammettere i nostri fallimenti. E può arrivare il giorno in cui le luci non si accenderanno. Il giorno in cui non potremo più permetterci di mantenere i costi di un archivio in espansione, ma manterremo comunque le storie già presenti e le renderemo disponibili ad essere scaricate, oltre a fornire i dati così che qualcun altro possa raccogliere il testimone.
È la stessa cosa contro cui combatte Open Doors (Porte Aperte): che ci siano siti che semplicemente chiudono, ciao ciao, tutto il tuo lavoro è andato. [Il sito] iMeem ha fatto qualcosa del genere ai fan del vidding. Un bel giorno, semplicemente ha smesso di accogliere video.
Penso davvero che abbiamo un dovere nei confronti dei fan di non fare quella fine, questa è la nostra mission, la cosa principale che OTW deve fare. E penso che stiamo rispettando questa nostra promessa, e ne sono soddisfatta.

Penso anche che, dal punto di vista legale, siamo in una posizione migliore di quando abbiamo iniziato - che è fantastico - e sono molto orgogliosa di tutto quello che il team di Supporto Legale è riuscito ad ottenere. Vedere le loro vittorie è stato grandioso. Penso che OTW abbia fatto anche un ottimo lavoro nel preservare archivi tramite Open Doors, e mi piacerebbe che vi si concentrasse sempre di più. Ma la cosa principale su cui lavorare è la nuova generazione.
Il fandom è molto più grande ora di com'era un tempo, non abbiamo bisogno di raggiungere tutti, di allargarci fino ad essere importanti per ogni singolo fan là fuori. Ma bisogna anche essere in sintonia con le generazioni più giovani, per esempio non c'è granché coinvolgimento con Wattpad. Per cui ci sono persone che arrivano su AO3 e vogliono e si aspettano certe cose dall'archivio, e se ne vanno senza effettivamente capire qual è la sua funzione.

Una cosa sola non voglio che OTW faccia, ed è cercare di diventare di moda e reinventare se stesso in quell'ottica. Quello che davvero vogliamo essere è la biblioteca: quel posto noioso ma che tutti conoscono e che è lì quando ne hai bisogno.

 

Qual è stata la cosa per te più divertente come volontaria per OTW?

Sviluppare AO3. Amo scrivere codice, penso che sia incredibilmente divertente, il solo fatto di costruire e programmare qualcosa. È una cosa che adoro, decisamente la migliore.


Ora che una delle nostre fondatrici ha detto cinque cose su ciò che ha fatto, è il tuo turno di aggiungere un'ultima cosa! Da quanto tempo conosci OTW? Usi i suoi diversi progetti? Da quanto tempo sei nel fandom?

Puoi anche dare un'occhiata alle precedenti interviste di altri nostri volontari.

Questo post è stato tradotto dai traduttori volontari di OTW. Per saperne di più sul nostro lavoro, visita la pagina di Traduzione su transformativeworks.org.